9 novembre 2008 / 15:26 / tra 9 anni

Le grandi economie guardano alla Cina per combattere recessione

di Anna Willard

SAN PAOLO, 9 novembre (Reuters) - Le più grandi economie del mondo si rivolgono alla Cina per attutire i colpi della recessione in molti paesi, dopo che Pechino ha approvato un piano di stimolo per l‘economia.

I ministri delle Finanze, i principali governatori delle banche centrali e alti funzionari del G20 dei paesi sviluppati e in via di sviluppo si stanno incontrando in Brasile per discutere su come dare sostegno alle loro economie, che rappresentano circa il 90% della produzione globale.

Funzionari hanno riferito ieri che le misure allo studio dovrebbero includere piani per sostenere la domanda - come attraverso progetti di infrastrutture o tagli fiscali - e possibili tagli dei tassi di interesse in alcuni Paesi.

“Per quei paesi che possono, l‘incoraggiamento è prendere misure a sostegno”, ha detto oggi il ministro francese dell‘economia Christine Lagarde.

“Il ministro cinese ha detto che sono determinati a sostenere la domanda interna”, ha dichiarato Lagarde ai giornalisti, riferendosi ai colloqui del G20 in corso a San Paolo.

Il capo della Banca mondiale e altri funzionari che partecipano al meeting hanno sottolineato che la Cina gioca un ruolo importante per rilanciare le economie.

In Europa, il principale stimolo alla crescita potrebbe venire da una riduzione dei tassi di interesse, ha detto Lagarde, ribadendo che un taglio dei tassi della Bce potrebbe avvenire presto.

“Per quanto riguarda gli europei, abbiamo il nostro sforzo monetario che è in via di consolidamento con tagli di tassi consecutivi e un possibile taglio dei tassi nelle prossime settimane”, ha dichiarato il ministro francese.

IL FATTORE CINESE

In Cina, il governo ha approvato un imponente pacchetto di stimoli del valore di quasi 600 miliardi di dollari fino al 2010 per sostenere la domanda interna e compensare un calo nelle esportazioni.

L‘agenzia stampa Xinhua ha riferito che il denaro servirà alla costruzione di aeroporti, ferrovie e autostrade in Cina.

Il governo cinese ha anche annunciato un cambiamento nella politica monetaria, che ora è descritta come “moderatamente leggera”.

Il governatore della banca centrale cinese, Zhou Xiaochuan, ha detto oggi che la potenza asiatica delle esportazioni, uno dei pochi motori rimasti della crescita globale, intende mantenere la sua espansione economica, che prevede all‘8-9% nel 2009.

Alcuni economisti prevedono che il tasso di crescita economica cinese potrebbe rallentare a meno dell‘8% il prossimo anno, rispetto ai livelli a due cifre degli ultimi cinque anni.

I ministri delle finanze presenti al vertice stanno cercando proposte da consegnare ai loro capi di governo in occasione del vertice di emergenza sulla crisi finanziaria convocato a Washington per il prossimo fine settimana.

Tra i temi che finiranno probabilmente sul tavolo di Washington, vi sono l‘appello del Brasile a far contare di più le economie in via di sviluppo nelle decisioni sulla finanza globale e un nuovo regolamento dei mercati finanziari per prevenire il ritorno della crisi scoppiata lo scorso anno e che ha spinto molte importanti economie sull‘orlo della recessione.

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