25 ottobre 2008 / 09:57 / tra 9 anni

Crisi, politici in allarme dopo nuovo crollo mercati

* Asia, Ue cercando di aumentare fiducia dopo nuova disfatta Borse

* Germania dice che il rischio di collasso dei mercati non è tramontato

* Banca Usa nuova vittima della crisi

di Alan Wheatley

PECHINO, 25 ottobre (Reuters) - I leader asiatici ed europei hanno serrato i ranghi oggi per cercare di sostenere la fiducia degli investitori, scioccati e impauriti dall'eventualità che il "credit crunch" globale, che dura da un anno, si trasformi in recessione mondiale.

I cattivi dati economici che arrivano da tutto il mondo e una nuova ondata di profit warning emessi dalle grandi aziende, nonché i tagli di posti di lavoro, hanno provocato una corsa alla vendita dei titoli da Tokyo a New York.

"Il pericolo di un collasso (dei mercati finanziari) è lontana dall'essere conclusa. Dare il segnale che tutto è finito sarebbe un errore", ha detto in un'intervista pubblicata oggi il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck.

"Siamo ancora in una situazione di pericolo. Non ingannerò nessuno dicendo: abbiamo tutto sotto controllo", ha detto il ministro alla edizione del sabato del quotidiano Bild.

Le preoccupazioni dei leader politici hanno avuto un riflesso nei mercati.

Trascorsi 79 anni dal "day after" del crollo in Borsa del 1929, che aprì la strada alla Grande Depressione, le monete hanno registrato un'estrema volatilità, mentre le quotazioni di petrolio e materie prime sono scese per il timore di un calo nella domanda che accompagnerebbe il rallentamento economico.

Molti analisti hanno dichiarato che l'Europa è in recessione, dopo che le attività del settore privato della zona euro si sono ridotte al tasso più rapido dell'ultimo decennio e l'economia britannica si è contratta dello 0,5 nel terzo trimestre, ben oltre le previsioni.

"L'area euro è entrata in una spirale recessiva", ha detto Aurelio Maccario, capo economista per la zona euro di UniCredit.

La crisi finanziaria, provocata dal collasso, quasi 15 mesi fa, del mercato immobiliare Usa, ha intanto fatto un'altra vittima. Pnc Financial Services Group ha detto sì all'acquisto della National City Corp, con un accordo da 5,6 miliardi di dollari, sostenuto dal governo Usa, che darà vita alla quinta banca americana per numero di depositi.

Anche National City è rimasta vittima dei propri mutui ipotecari.

Intanto, il governo Usa sta pensando anche al salvataggio dell'industria automobilistica. General Motors ha accelerato i negoziati per acquistare le operazioni auto di Chrysler, ma intende comunque ottenere il sostegno Usa per un eventuale accordo, ha detto a Reuters una fonte informata sui negoziati.

PIENA FIDUCIA

La crisi finanziaria si è imposta d'urgenza al vertice Asia-Europa (Asem) dei 27 paesi Ue con 16 stati asiatici, un appuntamento che si ripete ogni due anni e che di solito non offre molta sostanza.

Incontrandosi a Pechino, i leader hanno assicurato cooperazione per combattere contro la crisi assumendo "misure ferme, decisive ed effettive in un modo responsabile e tempestivo".

"Attraverso tali sforzi concertati, i leader hanno espresso piena fiducia nel superamento della crisi", aggiunge una dichiarazione.

Ma dopo la decisione, l'euro ha perso il 10% contro lo yen.

Ieri i mercati azionari sono andati a picco in mezzo mondo, mentre gli investitori erano in preda al panico. L'indice giapponese Nikkei ha chiuso a -9,6%, i mercati europei hanno perso il 5,4%, il livello più basso degli ultimi cinque anni.

La Russia ha sospeso gli scambi fino a martedì, dopo che il mercato ha perso il 13%.

Anche Wall Street ha chiuso ai minimi da cinque anni e mezzo, anche se non è andata così male come si temeva.

L'Opec, intanto, ha concordato il taglio di un milione e mezzo di barili al giorno, nel tentativo di bloccare la caduta dei prezzi del petrolio. Ma il greggio Usa ha perso oltre il 5%, scendendo sotto i 64 dollari, mentre la depressione economica oscurava la notizia dei tagli decisi dai paesi produttori.

Tirando tristemente le somme della situazione, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha detto che la crisi minaccia di disfare tutto il lavoro fatto dalle Nazioni Unite per aiutare i poveri e gli affamati del mondo: "Potrebbe essere il colpo finale a cui molti dei più poveri del mondo semplicemente non potrebbero sopravvivere".

Altre cattive notizie sono arrivate dalle multinazionali, col taglio di 5.000 impiegati da parte della Chrysler e un numero imprecisato di posti tagliati dalla Itt.

Le azioni della giapponese Sony hanno registrato un calo record dopo l'annuncio del dimezzamento dei profitti nelle previsioni dell'azienda. I guadagni trimestrali della sud coreana Samsung sono calati del 44%.

Il costruttore francese di automobili Psa Peugeot Citroen ha annunciato di avere in programma "massicci" tagli di produzione nel trimestre, mentre Air France-Klm ha lanciato l'allarme su un calo dei profitti.

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