12 ottobre 2008 / 12:17 / tra 9 anni

PUNTO 1 - Europa verso piano d'azione per fermare crisi mondiale

(cambia titolo, aggiorna con dettagli)

PARIGI/WASHINGTON, 12 ottobre (Reuters) - I leader europei sperano di accordarsi oggi a Parigi su un piano dettagliato per impedire il propagarsi del panico nei mercati e il collasso del sistema finanziario globale, come temuto dall‘Fmi.

In Gran Bretagna le banche sono in contatto con il governo e gli enti di regolamentazione per un piano che potrebbe vedere miliardi di fondi pubblici dirottati verso i principali istituti di credito del paese.

Nel resto del mondo, anche Australia e Nuova Zelanda hanno annunciato che garantiranno con denaro dello Stato i depositi bancari.

L‘Fmi ha detto di appoggiare il piano del Gruppo dei sette paesi più industrializzati (G7), per cercare di stabilizzare i mercati, e ha invocato “eccezionali misure di vigilanza, coordinamento e rapidità nel prendere decisioni coraggiose” per contenere l‘incendio che ha portato le borse del mondo ai minimi da cinque anni.

Ma il tempo sta per scadere. “Le crescenti preoccupazioni sulla solvibilità di un certo numero di grandi istituti finanziari con sede negli Usa e in Europa hanno spinto il sistema finanziario globale sull‘orlo del collasso”, ha detto il capo dell‘Fmi, Dominique Strauss-Kahn.

A Washington il presidente Usa George W. Bush ha incontrato per due giorni i ministri dell‘Economia del G7 e i responsabili dell‘Fmi e della Banca mondiale, ma insieme non sono riusciti a mettersi d‘accordo sulle misure concrete da adottare per mettere fine alla crisi.

“Sono fiducioso che le maggiori economie del pianeta riusciranno a superare la sfida che abbiamo davanti”, ha detto Bush, aggiungendo che Washington sta lavorando il più rapidamente possibile per mettere in pratica il piano di acquisizioni di titoli da 700 miliardi di dollari approvato una settimana fa.

La settimana scorsa l‘indice Standard & Poor’s 5000 ha perso oltre il 18% -- la sua peggiore performance settimanale mai registrata --, mentre i listini europei sono scesi del 22% e l‘indice Nikkei ha perso il 24%.

Il taglio dei tassi d‘interesse, coordinato dalle maggiori banche centrali, non è riuscito a calmare gli investitori e il mercato è rimasto in preda alle vendite.

La scena passa oggi da Washington a Parigi.

Prima di lasciare la capitale Usa, il ministro francese dell‘Economia, Christine Lagarde, ha detto che il vertice dei paesi della zona euro andrà oltre la discussione sui rimedi, per “aggiungere carne, muscoli alle ossa di questo scheletro”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy e il cancelliere tedesco Angela Merkel, che si sono visti ieri in Francia, hanno detto di avere predisposto un certo numero di decisioni da sottoporre al vertice dell‘eurozona per cercare di far ripartire la liquidità nei mercati del credito.

Il governo francese all‘inizio della prossima settimana studierà un piano per dare garanzie di stato ad un organismo, il cui compito sarà di rastrellare fondi per aiutare le banche a fronteggiare le esigenze di rifinanziamento, come ha detto a Reuters una fonte parlamentare.

Sarkozy incontrerà oggi anche il primo ministro britannico, Gordon Brown -- il cui paese non aderisce all‘euro -- il presidente della Bce Jean-Claude Trichet e il presidente della Commissione europea, Jose Manuel Barroso, prima del summit dell‘eurozona.

In un‘intervista al giornale The Observers, Brown ha detto che cercherà di favorire uno schema a livello europeo di ricapitalizzazione delle banche sul modello dell‘intervento britannico.

Proprio a Londra, i maggiori istituti di credito si preparano ad annunciare domani, prima dell‘apertura della borsa, un piano di aumenti di capitale, come ha riferito una fonte vicina ai dossier.

Le banche britanniche sono in contatto con il governo per determinare la quota che riceverebbero ciascuna dal fondo di 50 miliardi di sterline offerto dal governo mercoledì scorso.

Il giornale Sunday Times scrive che domani partirà un grande piano di salvataggio delle banche commerciali. In particolare, le quattro più grandi -- HBOS, Royal Bank of Scotland, Lloyds TSB e Barclaysc-- chiederanno 35 miliardi di sterline per sopravvivere.

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