S&P, 330 mld emissioni corporate Europa da rifinanziare in 2009

martedì 31 marzo 2009 17:20
 

MILANO, 31 marzo (Reuters) - Le emittenti corporate europee coperte dalle agenzie di rating hanno davanti un biennio di rifinanziamenti pesanti, calcola uno studio di Standard&Poor's Ratings Services condotto su oltre 550 società che dovranno muoversi, secondo l'analisi, "in condizioni di mercato estremamente difficili".

Nel solo 2009 le esigenze di rifinanziamento arriveranno fino a quasi 330 miliardi di euro, che scenderanno a 235,3 miliardi nel 2010, dice S&P, sottolineando che "la valutazione del rischio di rifinanziamento va vista come un fattore importante della valutazione del rischio di credito".

Le società che mostrano il fabbisogno più ampio di rifinanziarsi sono secondo i calcoli dell'analisi quelle con rating 'A' e 'BBB': 130,5 e 115,4 miliardi rispettivamente e con un trend che resterà simile nel 2010.

In particolare per le emittenti 'investment-grade', spiega in una nota l'analista Chris Dinwoodie, "il rischio di rifinanziamento appare maggiore nella categoria 'BBB'" e tra queste nei settori più esposti al ciclo e più indebitati, come Auto, Oil&Gas, Telecom e Utility".

Tra le società più speculative, l'allerta è maggiore per il segmento Retail, ancora Auto e Costruzioni.

Per settore, le regine del debito sono le Utility - di cui va a scadenza 2009 debito per 62,3 miliardi: date le caratteristiche "tipicamente difensive, investment-grade" del comparto, S&P trova conforto alla convinzione che le emittenti con rating 'A' e 'AA' potranno ricorrere senza troppe difficoltà alle banche e al mercato obbligazionario.

Ovvia l'osservazione che rifinanziarsi sarà più semplice ai nomi con 'A' singola o rating superiore, e ai gruppi con buoni flussi di liquidità. Più interessante l'osservazione che ci sono fattori che possono rendere meno tesa la situazione delle società con rischio di rifinanziamento elevato.

Per quel che riguarda l'accesso al mercato dei capitali, nota inoltre S&P, nonostante la "siccità" degli ultimi mesi ci sono prove che esistono "sacche di liquidità a volte sostanziose, come testimonia il ricorso al mercato coronato da successo di numerose società a rating 'AA' e 'A', e, in misura minore, 'BBB'.

Per i rating BB+ o inferiori "la disponibilità di finanziamenti è scesa fortemente" da metà 2007.

Per quel che riguarda in generale la crescita dei prestiti bancari alle aziende, partendo dalle informazioni attuale S&P vede un 2009 in crescita più lenta sul 2008, ma non una contrazione. Si assiste tuttavia più di frequente a una rottura di covenant e a situazioni di default per le società con rating sotto 'BBB+'.

"Prevediamo che l'atteggiamento delle banche di fronte alla rottura dei covenant da parte dei clienti dipenderà dalle prospettive di cash flow dei prenditori" conclude S&P. "Secondo noi le banche continueranno a sostenere il prenditore se ha un modello di business sostenibile, altrimenti si affretteranno a minimizzare l'esposizione".