30 ottobre 2008 / 15:04 / 9 anni fa

PUNTO 1-Banche,attese modifiche decreti, agenda Cdm non ne parla

(accorpa pezzi precedenti, aggiunge contesto)

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - Il Consiglio dei ministri convocato per domani venerdì 31 ottobre alle 9,00 non ha all'ordine del giorno decreti legge sulle banche, sebbene il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri abbia lasciata aperta la possibilità di nuovi interventi governativi a favore del rafforzamento patrimoniale delle banche italiane.

Nell'agenda ufficiale del Cdm - che nulla esclude, tuttavia, possa essere integrata da qui a domani - appare solo un decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 46 del 2006 sui conti annuali consolidati di banche e imprese di assicurazione.

Ma il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, è tornato a chiedere stamane che i decreti già approvati in materia chiariscano la non ingerenza dello Stato nella gestione degli istituti di credito nel cui capitale il governo fosse chiamato eventualmente a entrare.

Secondo fonti politiche e finanziarie, inoltre, la parte del decreto sulla garanzia dello Stato sulle obbligazioni bancarie approvato questo mese dal governo non è conforme alla normativa internazionale in materia. Le modifiche, riferiscono le fonti, potrebbero essere presentate sotto forma di nuovo decreto oppure di emendamenti ai decreti attualmente in via di conversione in Parlamento oppure con emendamenti alla Finanziaria.

Questo mese il governo ha già approvato due decreti legge che prevedono, tra l'altro, l'ingresso dello Stato nel capitale degli istituti di credito in crisi con azioni privilegiate nella distribuzione dei dividendi e con l'ultima parola sul piano di stabilizzazione. Fino al dicembre 2009 lo Stato può concedere la garanzia sulle nuove emissioni bancarie. Al contrario di altri Stati europei non sono stati indicati plafond, ma si è detto che si interverrà se e quando opportuno.

Mentre in Italia questi due strumenti non sono stati ancora utilizzati, all'estero ci si è già mossi. E con le iniezioni di capitale pubblico il rapporto Core Tier 1 - che misura il patrimonio di base di una banca rispetto alle sue attività di rischio - delle banche interessate è salito o ha superato l'8% mentre quello di alcune banche italiane è attorno al 6%.

Da qui il timore che i banchieri siano indotti a tagliare drasticamente i prestiti con conseguente impatto sulle imprese e quindi su un'economia già stagnante.

Il presidente della Consob ha lanciato anche un altro allarme. Da qui a fine 2009 le principali banche italiane hanno in scadenza 114 miliardi di euro e le esigenze di liquidità potrebbe orientare gli istituto di credito a emettere obbligazioni subordinate, ibride, non adatte alla clientela retail.

Forse pensando a questo, Berlusconi ha detto ieri che lo Stato può "sottoscrivere obbligazioni, azioni di risparmio e obbligazioni convertibili che sarà possibile convertire su richiesta delle banche". E ha sottolineato con forza che il governo "è pronto ad assistere le banche senza condizioni punitive, né per il management né per gli azionisti".

Sui giornali ha trovato molto spazio la proposta del sottosegretario all'Economia Alberto Giorgetti di coinvolgere la Cassa depositi e prestiti (70% Tesoro, 30% Fondazioni) in operazioni di sostegno a favore delle banche.

Ma il presidente delle Fondazioni, Giuseppe Guzzetti, ha dichiarato oggi: "Nessuno ci ha chiesto niente".

Lumi sono attesi domani alla giornata del Risparmio dove parleranno in rapida successione lo stesso Guzzetti, Faissola, il governatore di Bankitalia Mario Draghi e Tremonti.

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