30 ottobre 2009 / 12:21 / 8 anni fa

PUNTO 3 - Derivati, a giugno rosso di quasi 1 mld - Bankitalia

(Cambia titolo e riscrive dopo rettifica Bankitalia)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - Ammonta a quasi un miliardo il rosso dei derivati in portafoglio a Regioni, Province e comuni a fine giugno 2009.

Lo comunica la Banca d'Italia spiegando che il debito complessivo sottostante ai derivati (valore nozionale) è pari alla stessa data a 24,114 miliardi.

I dati si riferiscono al valore intrinseco, vale a dire il guadagno potenziale per la banca se il contratto fosse stato chiuso a giugno 2009.

Se tutti i contratti fossero stati chiusi alla data della rilevazione, il guadagno per le banche -- e simmetricamente le perdite per gli enti locali -- sarebbe stato pari a 990 milioni di euro, circa l'1% del debito totale.

Bankitalia fornisce una serie storica sull'esposizione ai derivati che arriva fino a dicembre 2005 ma i dati non sono comparabili tra loro per via di un differente criterio di calcolo.

"A dicembre del 2008 nella Centrale dei rischi si censivano le esposizioni superiori a 75 mila euro. Da gennaio 2009 si considerano anche quelle comprese tra 30 mila e 75 mila", precisa Via Nazionale.

Inoltre, sono statistiche per difetto perché tengono conto solo dei contratti siglati con banche italiane o con filiali italiane di banche estere.

"Secondo alcune valutazioni la quota di mercato degli intermediari non operanti in Italia, cui si rivolgono soprattutto gli enti di maggiore dimensione, è pari a circa il 60%", avverte Bankitalia.

LOMBARDIA E CAMPANIA MAGLIA NERA

La fotografia scattata da Bankitalia mette in luce che sono Lombardia e Campania a guidare la classifica del numero di enti locali con contratti che hanno fair value negativo.

A giugno 2009 la Lombardia contava 53 amministrazioni in rosso, la Campania 52. Seguono a ruota la Puglia (48), il Veneto (45) e la Toscana (42).

Se si guarda alle statistiche degli anni 2005-2008 (omogenee per metodologia di calcolo), il fair value negativo cresce progressivamente dai 600 milioni di dicembre 2005 ai 1,061 miliardi di fine 2008.

Il confronto con i 990 milioni di giugno 2009 non è possibile ma, sostiene Bankitalia, "molto probabilmente il numero di amministrazioni ha continuato a ridursi - riflettendo la sospensione dell'operatività in derivati disposta dalla legge 133 del 2008 in attesa di un provvedimento di riordino della materia".

Dopo le polemiche per l'uso spregiudicato di questi contratti, il Tesoro ha infatti vietato agli enti locali di sottoscrivere nuovi derivati. Al momento Regioni, Province e Comuni possono rinegoziare le posizioni esistenti.

Quanto al nozionale, i dati Bankitalia fino al 2008 segnano una progressione diminuzione. Il debito su cui sono stati montati derivati, pari a 29,057 miliardi a fine 2005, sale a 33 miliardi nel 2006 per poi scendere a 31,52 nel 2007 e a 26 miliardi alla data di dicembre 2008 (anche qui il confronto è solo sui dati omogenei).

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