October 30, 2008 / 2:08 PM / 9 years ago

Risparmio cresce,per 54% italiani almeno 3 anni crisi-Acri/Ipsos

6 IN. DI LETTURA

* per 54% italiani 3 anni prima di uscire da crisi

* 1% più del 2007 risparmia, credito resta un rischio

* la crisi colpa dei governi (48%) più che delle banche

ROMA, 30 ottobre (Reuters) - Per il 48% degli Italiani la crisi è grave e per il 37% è addirittura più grave di come appare: in media gli Italiani si attendono almeno 3 anni di crisi (per il 54% 3 anni o più), mentre sono pochi quelli che prevedono una veloce uscita (13% entro 1 anno, 26% entro 2 anni).

E' quanto emerge dalla consueta inchiesta che l'Acri commissiona all'Ipsos (dal 2001) in occasione della Giornata del risparmio (che si celebra domani), indagine presentata questa mattina nel corso di una conferenza stampa dal presidente dell'Acri Giuseppe Guzzetti e dal presidente dell'Ipsos Nando Pagnoncelli.

Per quel che riguarda il risparmio i dati rilevati nel 2008 non si discostano molto da quelli del 2007: il numero di coloro che riescono a risparmiare (34%, 1 punto percentuale in più rispetto al 2007) e quello di coloro che hanno consumato tutto il reddito (38%, 1 punto percentuale in meno rispetto al 2007) rimane grossomodo costante, come pure il numero di coloro che consumano più di quanto incassano (27%, più di una persona su quattro).

La Gestione Del Risparmio E Del Credito

Tra coloro che consumano più di quanto incassano si nota una riduzione di coloro che ricorrono ai risparmi accumulati (forse già utilizzati in passato) e un incremento di chi ha dovuto ricorrere a prestiti (sono il 9%: quasi un italiano su dieci). Dal 2001 sono triplicati gli Italiani che sono ricorsi a prestiti, e dal 2004 sono più che raddoppiati. Nonostante ciò, molti vivono il prestito con timore: per la maggior parte degli Italiani, infatti, anche forme leggere di prestito, quali il credito al consumo e le carte revolving, sono strumenti da "maneggiare con cura" in quanto potenzialmente pericolosi.

Il 64% degli italiani ritiene il credito al consumo più un rischio che un opportunità (solo il 36% lo ritiene un'opportunità) e ancor più forte è la diffidenza verso le carte revolving: per il 75% è un rischio e solamente per il 25% un'opportunità. Ad ulteriore conferma della percezione di "rischio" rispetto alle carte revolving, solo il 15% degli Italiani dichiara di possederne una, ma di questi poco più della metà (8% degli Italiani) dichiara di usarla: il 5% dichiara di usarla saltuariamente, il 3% la utilizza spesso.

Per Gli Italiani Il Tenore Di Vita Peggiora

Come lo scorso anno, il tenore di vita è ritenuto peggiorato negli ultimi due/tre anni dal 65% del campione: nell'ultimo anno due terzi degli italiani hanno sperimentato disagi o difficoltà, sostanzialmente in linea con i dati registrati nel 2007, ma è aumentato del 2% il numero di coloro che sono passati da una situazione di difficoltà a uno stato di difficoltà grave (sono il 21%; i pensionati in difficoltà grave sono circa uno su quattro). E' da sottolineare che gli italiani in maggiore difficoltà dichiarano una riduzione sensibile di tutti i propri consumi, ed anche coloro che sperimentano difficoltà più lievi, o non le sperimentano affatto, si ritengono più accorti negli acquisti rispetto al passato.

Pensando al futuro, rispetto alla propria situazione personale gli ottimisti prevalgono sui pessimisti (28% di ottimisti contro 21%), mentre c'è pessimismo circa la situazione economica dell'Italia (49% contro 24% di ottimisti, ma nel 2007 la situazione era peggiore e il saldo negativo ammontava a 35 punti percentuali), dell'Europa (33% di pessimisti e 28% di ottimisti: 5 punti percentuali di saldo negativo contro i 7 punti percentuali di saldo positivo del 2007 e i 19 punti di saldo positivo del 2006), del mondo (37% di pessimisti e 27% di ottimisti: 10 punti percentuali di saldo negativo contro i 5 punti del 2007). Come dato generale: gli ottimisti sono ancora il 34%, mentre il numero dei pessimisti è aumentato dal 46% al 48%.

Dopo Il Risparmio, Rimane Alta La Fiducia Negli Immobili

Il cittadino italiano sembra confermare la sua tradizionale prudenza: rimane molto alta la propensione al risparmio (87% di propensi) e si mantiene elevata la preferenza per la liquidità (60%), con la speranza di poter investire magari nel mattone (56%) o quantomeno negli strumenti considerati più sicuri (24%). Riguardo poi agli impieghi del proprio risparmio, se metà degli Italiani (49%, erano il 50% nel 2007) dichiara che terrebbe conto solo degli aspetti economici (rischio, rendimento), un'altra metà (49%, erano il 44%) afferma di essere interessata a sapere in quale ambito verrà investito. Costoro desiderano soprattutto che con i propri soldi non si finanzino attività illecite (26%), che si contribuisca allo sviluppo dell'Italia (25%) e della zona dove essi risiedono (21%).

La Crisi? Colpa Dei Governi Piu' Che Delle Banche

Gli italiani attribuiscono la responsabilità della crisi soprattutto ai governi (48%) più che alle banche (33%), alle società finanziarie (21%), agli organismi di controllo (21%). Ma proprio questa supposta responsabilità dei governi spinge gli Italiani ad essere fiduciosi, se non sui tempi dell'uscita dalla crisi, almeno sul suo esito: il 59% degli Italiani ritiene che i governi responsabili si "responsabilizzeranno", che verrà imparata la lezione, ci saranno norme più severe e controlli più efficaci, che consentiranno la nascita di una nuova fiducia. Solamente il 33% degli Italiani rimane scettico sul futuro della crisi. In sintesi, sull'esito finale gli ottimisti sono più dei pessimisti, anche se la crisi sarà grave e lunga.

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