Btp, spread con Bund stringe nonostante aste medio-lungo domani

mercoledì 29 luglio 2009 12:53
 

 MILANO, 29 luglio (Reuters) - L'obbligazionario italiano è
debole questa mattina preso in due correnti contrapposte. Se da
un lato l'attesa dell'asta a medio-lungo di domani toglie
qualche punto allo spread di rendimento tra il decennale tedesco
e quello dell'Italia, dall'altro il rialzo delle borse risveglia
l'avversione al rischio degli investitori e spinge a puntare sui
periferici.
 Intorno alle 12,30 il differenziale di rendimento tra il Btp
settembre 2019 e il Bund luglio 2019 continua a stringere,
toccando in mattinata un minimo a 83 punti base, confermando i
minimi da maggio scorso.
 "In questa fase riteniamo che il restringimento possa
continuare ancora, ma non è certo - dice un dealer. "Il rialzo
dell'azionario, su cui molti scommettono, favorisce i
periferici".
 
 ACCOGLIENZA ASTA BTPEI VALUTATA 'TIEPIDA' 
 All'indomani dell'asta sui titoli a brevissimo, collocati
per 13,5 miliardi, il Tesoro si è messo in tasca altri 1,217
miliardi con l'offerta del Btpei indicizzato scadenza 2023.
 Il collocamento è stato nella parte alta della forchetta
rispetto a un massimo di offerta a 1,25 miliardi e l'accoglienza
è stata tiepida.
 "Tutto sommato è andato abbastanza bene, nonostante il
bid-to-cover sia risultato leggermente più basso delle attese",
commenta un dealer.
 Le richieste sono state infatti per 1,705 miliardi, con un
rapporto domanda/offerta a 1,40. Il prezzo (a 99,58 al netto
della commissione) è uscito in linea con la quotazione in
lettera sul mercato. Sull'indicizzato al 2023 la break-even
inflation è al 2,01%, ma al momento le preoccupazioni inflattive
non sembrano molto alte.
 "La liquidità del mercato non sta creando tensioni. In ogni
caso queste si scaricherebbero, in tempo di crisi, più sui
titoli a breve che sugli indicizzati" dice un dealer.
 
 IN ATTESA DELLE ASTE A MEDIO-LUNGO
 I dealer iniziano già a concentrarsi sulle aste di domani di
titoli a medio-lungo. Sul piatto ci sono titoli per un valore
complessivo in una forchetta tra 7,75 e 10,25 miliardi, ma la
quantità dell'offerta non sembra spaventare.
 "Non prevedo nessun problema di collocamento anche se, come
ormai d'abitudine, l'offerta risultasse nella parte alta della
forchetta", dice un dealer.
 In particolare l'attenzione si sposta sulla settima tranche
del 10 anni, scadenza settembre 2019 e cedola 4,25%, che andrà
in asta insieme alla terza tranche del 3 anni scadenza luglio
2012 e cedola 2,50% e alla prima tranche del Cct luglio 2016.
 "Il 10 anni uscirà caro, sebbene molto dipenderà
dall'andamento dell'azionario da qui a domani", prevede.
 Oltre ai titoli italiani stasera ci sarà un nuovo
consistente appuntamento con i Treasuries americani. Dopo l'asta
di titoli a 2 anni di ieri per ben 42 miliardi di dollari, con
un risultato non entusiasmante, stasera sarà il turno del 5 anni
offerto per 39 miliardi.
 
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                                PREZZI  VAR.     RENDIMENTO
 FUTURES BUND SETT.   FGBLc1      120,80  (+0,03)
 BTP 2 ANNI  (MAR 11) IT2YT=TT    103,32  (-0,02)      1,420%
 BTP 10 ANNI (SET 19) IT10YT=TT   100,28  (+0,36)      4,259%
 BTP 30 ANNI (AGO 39) IT30YT=TT    98,12  (+1,25)      5,189%
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                                        CHIUSURA PRECEDENTE
 TREASURY/BUND 10 ANNI   YLDS5     27                   27
 BTP/BUND 2 ANNI         YLDS3     13                    9
 BTP/BUND 10 ANNI        YLDS5     84                   86
 BTP/BUND 30 ANNI        YLDS7    107                  110
 BTP 2/10 ANNI                      283,9                286,9
 BTP 10/30 ANNI                      93                   95,2
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