September 29, 2008 / 8:29 AM / 9 years ago

Congresso Usa verso ok piano salvataggio banche, dubbi efficacia

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WASHINGTON, 29 settembre (Reuters) - Il Congresso Usa chiamato al voto si appresta ad approvare il pacchetto da 700 miliardi di dollari elaborato dall'amministrazione Bush per il salvataggio del sistema bancario mentre la crisi finanziaria globale si fa sentire oggi particolarmente in Europa, dove le autorità si vedono costrette a intervenire.

Al di là di un'intesa politica che sembra raggiunta, il timore degli investitori si concentra sulla concreta efficacia di una misura volta a ripulire il bilancio delle banche d'affari tramite denaro pubblico.

Secondo il presidente George W. Bush, che interverrà nuovamente oggi alle 13,35, a due ore dall'atteso avvio delle contrattazioni di Wall Street, il via libera del Congresso proteggerebbe la prima economia mondiale da una "rottura sistemica".

In una nota diffusa ieri dalla Casa Bianca spiega che il piano rappresenta "un forte segnale ai mercati mondiali sulla serietà con cui gli Stati Uniti intendono ristabilire fiducia e stabilità del sistema finanziario".

"Senza questo pacchetto di salvataggio l'economia Usa pagherebbe un prezzo disastroso" conclude il comunicato.

Gli economisti si mostrano particolarmente preoccupati delle prime ricadute europee della crisi Usa.

"Si sta decisamente spostando verso l'Europa" osserva Joseph Kraft, responsabile per i mercati capitali giapponesi a Dresdner Kleinwort.

"E' l'inizio della fine e un passo necessario, dovremmo dunque vedere altre istituzioni finanziarie nazionalizzate, assorbite o insolventi" aggiunge.

L'ultima fase delle turbolenze peggiora ulteriormente le già pesanti tensioni sui mercati monetari, dove gli istituti di credito si mostrano sempre più restii a concedere finanziamenti anche in vista della chiusura del bilancio del terzo trimestre. Proprio per ovviare alla tensione sull'interbancario la Bce ha annunciato stamane nuove operazioni straordinarie di iniezioni di fondi da qui fino a fine anno.

Negli Stati Uniti il principale ostacolo al varo del pacchetto di salvataggio delle banche sono finora stati i repubblicani della Camera, contrari all'utilizzo massiccio di denaro pubblico a poco più di un mese dalle elezioni.

Il senatore Judd Gregg del New Hampshire è arrivato però ad appoggiare l'accordo, dichiarando di prevederne l'approvazione della Camera già oggi.

Per il leader della maggioranza al Senato Harry Reid il Senato potrebbe esaminare la legge entro mercoledì.

Il segretario al Tesoro Henry Paulson si è per parte sua detto fiducioso che il programma sarà sufficiente a superare l'impasse sui mercati finanziari.

Per quanto i leader di democratici e repubblicani al Congresso abbiano annunciato ieri di aver raggiunto un accordo di massima, tra gli investitori permane scetticismo circa la concreta ipotesi che il mercato recuperi concretamente la fiducia sulla base di un piano che fa massiccio ricorso a denaro dei contribuenti.

"Ci verrà somministrata nitroglicerina per evitare l'infarto e recuperare colore in volto" commenta Sung Won Sohn, docente di economia alla California State University.

Mentre gli investitori guardano con trepidazione alle evoluzioni politiche di Washington, il gruppo belga-olandese Fortis FOR.BR è stato parzialmente nazionalizzato e per la britannica Bradford & Bingley BB.L, attiva nel campo dei mutui, si prospetta lo stesso destino.

Fortis è il primo istituto di credito della zona euro vittima della crisi iniziata ormai nell'agosto dello scorso anno con l'insolvenza dei mutui Usa.

Superato un breve momento di entusiasmo di fronte all'attesa del via libera al piano, i listini azionari giapponese .N225, Corea del Sud .KS11 e Hong Kong .HSI hanno chiuso in rosso smentendo il precedente progresso messo a segno in scia ai finanziari.

Recupera invece terreno la valuta Usa, principalmente grazie alla debolezza di euro EUR= e sterlina GBP=D4 in calo di circa 1% di riflesso alle difficoltà del sistema bancario che aumentano la prospettiva di mosse espansive da parte della Bce.

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