29 ottobre 2009 / 17:05 / 8 anni fa

PUNTO1 - Usa, mai più grandi salvataggi banche con Dl - Geithner

(riscrive parzialmente aggiungendo dettagli)

WASHINGTON, 29 ottobre (Reuters) - Resteranno un ricordo del passato i grandi salvataggi finanziari dell‘ultimo anno, come quelli di Aig (AIG.N) e Bear Stearns. Se verranno approvate le riforme allo studio del Parlamento americano, la Federal Reserve perderà la sua autorità di salvare i grandi istituti di credito in difficoltà.

A dirlo, nel corso di un‘audizione davanti alla Commissione servizi finanziari della Camera, è il segretario del Tesoro Timothy Geithner, intervenuto a difendere il nuovo progetto di legge e spiegando come la banca centrale manterrebbe comunque il suo status di prestatore di ultima istanza, ma soltanto a imprese solventi, in tempo di grande stress sui mercati finanziari, e con il consenso del Tesoro.

“Ogni istituto che si pone nelle condizioni di non poter sopravvivere senza un‘assistenza speciale del governo deve affrontare le conseguenze del fallimento”, ha detto Geithner. “L‘autorità proposta dal disegno di legge non autorizzerebbe gli aiuti del governo a ogni banca sull‘orlo del fallimento”.

Sarebbe proprio questa autorità a supervisionare le modalità con cui le banche in difficoltà sarebbero messe sotto il controllo della Fdic, vendute o liquidate.

In questo modo il governo riuscirebbe a ridurre i rischi di panico generato nei creditori o negli azionisti da un eventuale fallimento.

STORIA DI UN PROGETTO CONTESTATO

Dopo settimane di trattative, l‘amministrazione e il deputato democratico Barney Frank hanno diffuso una prima proposta per dare alle autorità di regolamentazione nuovi poteri in materia, fino anche alla possibilità di decretare la chiusura delle grandi imprese finanziare che arrivassero a minacciare la stabilità economica.

A sostenere i costi degli eventuali interventi governativi anti collasso di istituti non abbastanza capitalizzati sarebbe ora il comparto finanziario e non più i contribuenti secondo la proposta di legge di ben 253 pagine che cerca di creare una netta linea di demarcazione tra salvataggi e bancarotta.

Il piano ha scontentato sia democratici che repubblicani che lo hanno severamente contestato in una pubblica udienza organizzata dalla Commissione servizi finanziari della Camera.

In particolare il deputato democratico Brad Sherman si è detto preoccupato per un piano che darebbe poteri senza precedenti all‘esecutivo nel decidere come spendere le tasse, senza bisogno di consultare il Congresso, rischiando di mettere in atto il maggiore trasferimento di soldi mai visto dal Tesoro a Wall Street.

In realtà il progetto di legge diffuso martedì permetterebbe alla Fed di limitare l‘esposizione del suo capitale, bloccherebbe le acquisizioni, restringerebbe stipendi e bonus e, nei casi estremi, imporrebbe la bancarotta delle società finanziarie senza capitali sufficienti.

La Federal Deposit Insurance - che ha già il potere di prendere la gestione e di smantellare le grandi banche in fallimento - potrebbe estendere il credito del dipartimento del Tesoro agli istituti solventi per prevenire un‘instabilità finanziaria.

Le perdite eventualmente connesse alle attività della FDIC sarebbero poi sanate in seguito da altre grandi banche.

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