Pensioni, onere comunicazione donne incostituzionale - Consulta

giovedì 29 ottobre 2009 15:55
 

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Viola il principio della parità tra uomini e donne la parte dl decreto legislativo che impone alle donne, che al compimento del sessantesimo anno di età intendono continuare a lavorare, di comunicarlo almeno tre mesi prima del perfezionamento del diritto alla pensione di vecchiaia al proprio datore di lavoro.

Lo ha stabilito la Corte Costituzionale nella motivazione della sentenza depositata oggi sul decreto legislativo 198 dell'11 aprile 2006 (governo Berlusconi bis).

Gli articoli violati sono il 3 (uguaglianza di tutti i cittadini) e il 37 (uguaglianza di lavoratori e lavoratrici).

La reintroduzione dell'onere di comunicazione "non può essere ritenuta giustificata in ragione di una maggiore considerazione delle esigenze organizzative del datore di lavoro, dato che, proprio per effetto dell'invocata declaratoria di illegittimità costituzionale, quest'ultimo, nell'organizzare il proprio personale dovrà considerare come normale la permanenza in servizio della donna oltre l'età pensionabile e come meramente eventuale la scelta del pensionamento anticipato, nella prospettiva, già indicata da questa Corte, della tendenziale uniformazione del lavoro femminile a quello maschile", si legge nelle motivazioni.