29 ottobre 2008 / 17:21 / 9 anni fa

Banche, scadenza bond non preoccupa, provvista è diversificata

MILANO, 29 ottobre (Reuters) - In mano alle banche esiste più di uno strumento, oltre al mercato dei capitali, per l‘approvigionamento di liquidità e per far fronte alla scadenza di obbligazioni nei prossimi mesi. Tornano in auge il ricorso consistente delle obbligazioni rivolte alla clientela e i private placement, e con essi i pronti termine della Bce o, semplicemente, i contributi di depositi in decisa crescita.

Lo dicono fonti degli istituti di credito, secondo cui non ci sarebbe particolare preoccupazione dal lato della raccolta, mentre le banche sono in attesa degli sviluppi e dei dettagli in merito all‘ipotizzato sostegno da parte di governo e banca centrale a favore del sistema.

In un mercato dei capitali che risulta ingessato da quasi due mesi, le grandi banche italiane si trovano a dover far fronte a scadenze di loro obbligazioni per un ammontare che la Consob misura a fine anno in 114 miliardi di euro. Cifra che sale a 150 miliardi - secondo le fonti bancarie - guardando anche gli istituti più piccoli.

A ostacolare la normale attività di rifinanziamento - tradizionalmente i bond in scadenza venivano rinnovati con nuove emissioni di pari o maggiore durata - è naturalmente la fase nera del mercato del credito partita con il fallimento Lehman a metà settembre: gli spread sono raddoppiati e in certi casi triplicati, con l‘effetto di imporre alle banche costi molto onerosi di approvigionamento.

BANCHE GUARDANO OLTRE IL MERCATO DEI CAPITALI

“Non esiste solo il mercato dei capitali. Anzi, è un mercato abbastanza recente” dice una fonte senior di una grande banca italiana. “Chi è in banca da una generazione sa che ci sono sempre state altre forme di finanziamento. E a quelle tutte le banche stanno tornando”.

Storicamente, uno dei canali più frequenti di provvista per la banche “sono le obbligazioni da esse stesse emesse e vendute ai clienti dalla rete degli sportelli: questo è tornato ad essere uno dei canali più utilizzati” dice un‘altra fonte.

“In questo si viene incontro a una domanda fortissima e crescente del cliente, in cerca soprattutto di investimenti a breve”, prosegue la fonte.

Nell‘ultimo mese sia Intesa Sanpaolo (ISP.MI), sia Unicredit (CRDI.MI), le due leader italiane, hanno emesso obbligazioni rivolte alla propria clientala, soprattutto a 2-3 anni, ma anche con durata 6-7 anni. Accanto a questo canale, le banche continuano a utilizzare, anche sui mercati internazionali, la formula del ‘private placement’ presso investitori istituzionali.

“Anche in questo caso si tratta di un canale che si utilizza praticamente da sempre, che ha il vantaggio di essere fatto sulla base di una contrattazione privata del costo dell‘operazione, spesso più convenienti per entrambe le parti, rispetto al mercato in generale” dice un‘altra fonte.

Tra le oppurtunità che invece sono emerse più di recente, “la più evidente e la più facile” dice una quarta fonte da Milano “è l‘impiego dei depositi della clientela che proprio in questo periodo stanno mostrando un trend in deciso aumento”.

Per coprire poi anche esigenze più brevi, le banche utilizzano i finanziamenti a mercato aperto della Banca centrale europea, presentando come collaterali cartolarizzazioni con i loro attivi.

“Molte banche utilizzano prodotti come i mutui ipotecari della loro clientela per confezionare Abs, che utilizzano come garanzia a fronte della liquidità che la Bce offre a un tasso del 3,75%” dice una delle fonti.

OCCHI PUNTATI SU DECISIONI TESORO E BANKITALIA

Intanto sullo sfondo i banchieri stanno alla finestra in attesa dei dettagli sugli aiuti da parte di governo e Banca d‘Italia, come già è stato fatto in altri paesi della zona euro.

Il Tesoro a metà ottobre ha già emesso un decreto volto a garantire le emissioni bancarie sino a cinque anni che, sino a fine 2009. Mancano però i regolamenti attuativi che dovranno precisare innanzitutto il costo della garanzia, tema decisivo per valutarne la convenienza per le banche, così come durata e qualità delle emissioni oggetto della garanzia.

Silvio Berlusconi ha detto oggi che lo Stato, su richiesta degli istituti di credito, può sottoscrivere azioni risparmio, obbligazioni e obbligazioni convertibili e non ha escluso che al Consiglio dei ministri di venerdì possano essere varate nuove misure a favore delle banche colpite dalla crisi partita dai mutui sub-prime Usa.

Il presidente del Consiglio inoltre aggiunto che l‘esecutivo “è pronto ad assistere le banche senza condizioni punitive, né per il management né per gli azionisti”.

Il premier incontrerà domattina le associazioni di banche e imprese per mettere a punto le misure necessarie a rilanciare domanda e offerta e contrastare la crisi economica in corso.

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