October 29, 2009 / 2:54 PM / 8 years ago

PUNTO 1 - Scudo, Draghi: chiarezza su riciclaggio. Tremonti apre

4 IN. DI LETTURA

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Tremonti, contesto)

di Giuseppe Fonte

ROMA, 29 ottobre (Reuters) - Il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, sollecita chiarezza sull'applicazione delle norme antiriciclaggio allo scudo fiscale.

Un po' a sorpresa, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti si mostra disponibile e assicura che gli uffici tecnici sono già al lavoro per migliorare la circolare applicativa.

Alla 85° Giornata del risparmio Draghi dice che "il rispetto puntuale delle norme sull'antiriclaggio non è solo un obbligo di legge" ma "è elemento essenziale della reputazione delle banche".

Già ieri Reuters aveva anticipato che Bankitalia ha chiesto al Tesoro regole più specifiche sull'applicazione delle norme antiriciclaggio allo scudo fiscale.

Oggi Draghi dedica un passaggio della sua relazione al tema, quattro paragrafi in tutto a pagina 13, che evita di leggere, forse per evitare di rinnovare tensioni con il ministro.

"È opportuno un intervento interpretativo che, nell'ambito del cosiddetto scudo fiscale, dissipi ogni incertezza sugli obblighi di segnalazione delle operazioni sospette da parte degli intermediari, che ribadisca la regolare applicazione della normativa antiriciclaggio", dice Draghi.

Nella stessa occasione il ministro dell'Economia prende la parola subito dopo il governatore e assicura che la circolare sarà modificata.

"Ho letto la relazione del professor Draghi, è fondamentale e stiamo lavorando per migliorare la circolare", dice Tremonti.

Lo scudo fiscale elimina l'obbligo in capo agli intermediari di segnalare operazioni sospette di riciclaggio. La circolare applicativa, diffusa il 10 ottobre dall'Agenzia delle entrate, ha specificato che le banche sono comunque tenute all'obbligo di segnalazione delle operazioni sospette nei casi in cui "sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che le attività oggetto della procedura di emersione siano frutto di reati diversi" da quelli scudabili.

Draghi - Banche Italiane via Da Paradisi Fiscali

Secondo l'avvocato Giuseppe Scassellati Sforzolini, l'Italia rischia di essere citata dalla Commissione europea davanti alla Corte di giustizia perché la direttiva sull'antiriclaggio non ammette deroghe.

Critiche sono state espresse dall'opposizione in Parlamento per l'assenza di presidi efficaci che impediscano alla criminalità organizzata di sanare capitali frutto di attività illecite.

"È stato un provvedimento che abbiamo dovuto cambiare di colpo per determinare un effetto di garanzia, diversamente sarebbe stata una trappola. In ogni caso stiamo lavorando su quello", prosegue Tremonti.

Il ministro comunque difende il provvedimento, che nelle intenzioni del governo serve a far rientrare fondi liquidi in Italia per sostenere le aziende.

"A noi risulta che la massa di capitali sta rientrando come rimpatrio, e non solo in termini figurativi, come regolarizzazione. È un segno di vitalità e di impegno civile delle nostre imprese", scandisce il ministro.

Segnali di convergenza tra Draghi e Tremonti si registrano anche sul fronte della lotta ai paradisi fiscali, che nei giorni scorsi ha registrato le proteste a livello diplomatico della Svizzera.

In un passaggio a braccio del suo intervento Draghi ha detto che Bankitalia ha avviato "un processo di revisione al termine del quale ci si aspetta che gli intermediari italiani vadano via dalle giurisdizioni non cooperative".

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