28 luglio 2009 / 11:00 / 8 anni fa

PUNTO 1-Risanamento,Mariconda presidente,piano da totali 520 mln

(Aggiunge nuovi dettagli in coda)

MILANO, 28 luglio (Reuters) - Il Cda di Risanamento (RN.MI) ha nominato ieri sera come presidente "di garanzia" il professore e avvocato Vincenzo Mariconda e ha approvato il piano da 500 milioni di euro elaborato dalle banche creditrici per salvare la società dal fallimento.

Domani mattina si terrà infatti l'udienza sull'istanza di fallimento avanzata dalla Procura di Miano il 16 luglio scorso, originata da un'indagine per bancarotta che vede tra gli indagati proprio il fondatore di Risanamento Luigi Zunino.

Zunino si è dimesso luglio dalla carica di presidente e AD il 20 luglio; non si è dimesso invece dal ruolo di consigliere.

In una nota emessa ieri in piena notte Risanamento ha illustrato le linee guida "delle intese in corso di formalizzazione con i principali gruppi bancari creditori, che rappresentano complessivamente oltre il 60% dell'indebitamento della società, che saranno trasfuse in un accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182 bis della Legge Fallimentare".

L'articolo di legge fa rifermento alla possibilità per un imprenditore in stato di crisi di trovare autonomamente un accordo con i creditori (purchè almeno il 60%) su un piano di ristrutturazione che necessita comunque l'omologa del Tribunale. Risanamento è stata assistita dal consulente Salvatore Mancuso e dall'adviser Leonardo.

PIANO DA 500 MILIONI DI EURO, BANCHE NEL CAPITALE

Il piano prevde da un lato un aumento di capitale in opzione ai soci garantito dalle banche per 150 milioni, di cui 130 sottoscritti in denaro e 20 mediante utilizzo di crediti chirografari delle banche stesse, con un prezzo di emissione attualmente indicato in 0,45 euro per azione; dall'altro un'emissione di un prestito obbligazionario convertendo con scadenza al 31 dicembre 2014 per 350 milioni al tasso PIK - pay in kind - attualmente previsto del 3% per i primi trentasei mesi dalla data dell'emissione e del 4% per il successivo periodo fino alla scadenza; il prezzo non sarà superiore a 1,2 euro.

Le banche garantiranno la sottoscrizione del prestito obbligazionario convertendo mediante utilizzo di crediti chirografari.

Nella nota si sottolinea che "i prezzi sono suscettibili di eventuale riduzione nell'ipotesi in cui emergano sopravvenienze passive rispetto al bilancio chiuso al 31 dicembre 2008, da verificare secondo una procedura che dovrà essere concordata con le banche".

A ZUNINO 20 MILIONI DI NUOVA FINANZA

In attesa dell'udienza di domani e di un prossimo Cda il 3 agosto sulla governance, Zunino - attualmente socio con oltre il 73% del capitale tramite Zunino Investimenti, Nuova Parva e Tradim - ha messo a dispozione delle banche i propri diritti di opzione relativi all'aumento e al prestito convertendi "contro la concessione di un diritto potestativo di acquisto (opzione call) delle azioni ordinarie che saranno sottoscritte dalle banche in attuazione dell'aumento di capitale".

Quanto all'indebitamento delle controllanti di Risanamento, con le banche è stato definito un accordo di ristrutturazione che prevede una moratoria e un riscadenziamento dei crediti sino a fine 2014 e la concessione di nuova finanza per circa 20 milioni "destinata al pieno soddisfacimento dei creditori terzi che risulteranno estranei all'accordo".

IL RUOLO DELLE BANCHE

Su Risanamento grava un indebitamento di circa 3 miliardi di euro di cui circa 1,7 miliardi con le banche. Gli istituti più esposti sono Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Banco Popolare BAPO.MI, Unicredit (CRDI.MI), Pop Milano PMII.MI. Secondo le ultime indiscrezioni, che le banche ancora non hanno mai confermato, Intesa vanta crediti per circa 600 milioni, Unicredit per oltre 300 milioni, Banco Popolare (compresa Italease BIL.MI) per circa 315 milioni, Pop Milano per circa 90 milioni.

Secondo le indiscrezioni sono esposte anche Rbs per 180 milioni, Eurohypo per 112 milioni, Bnl (Bnp (BNPP.PA)) per 46 milioni, Meliorbanca per 41 milioni e Mps (BMPS.MI) per 20 milioni.

Si aggiungono i crediti verso le holding di Zunino: altri 276 milioni per il Banco Popolare, 73 milioni per Intesa, 40 per Unicredit e 10 per Bpm; l'esposizione complessiva delle holding sarebbe di 438 milioni.

In base al piano le quattro banche italiane che hanno messo in piedi il piano di ristrutturazione si impegneranno sia sul fronte ricapitalizzazione che su quello del prestito convertendo.

Secondo le indiscrezioni stampa, i 130 milioni di aumento per cassa dovrebbero essere coperti per 60 milioni da Intesa, per 23 da Unicredit, per 11 da Bpm e per 6 da Mps, più 30 di Banco Popolare, che finanzierebbe anche i 20 milioni per le finanziarie di Zunino.

I giornali indicano per il prestito convertendo da 350 milioni un impegno di Intesa da 210 milioni, 82 per Unicredit, 38 per Bpm e 20 per Mps.

Per leggere il comunicato integrale della società i clienti Reuters possono cliccare su [ID:nBIA28962] [ID:nBIA28950]

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