28 agosto 2009 / 10:29 / 8 anni fa

Monetario, liquidità alta ma lieve calo su drenaggio p/t 3 mesi

MILANO, 28 agosto (Reuters) - La settimana si prepara a chiudersi all'insegna di una liquidità decisamente consistente sull'interbancario sebbene il mancato rinnovamento dell'intero ammontare del p/t a tre mesi si faccia sentire sul sistema.

Ieri sera i depositi lasciati in Banca centrale europea con tasso allo 0,25% sono scesi a 142,5 miliardi dai 162 miliardi di mercoledì, mentre i prestiti sono rientrati su livelli fisiologici a 131 milioni dai precedenti 1,051 miliardi.

L'outstanding è sceso da 728 a 709 miliardi circa, testimoniando il lieve miglioramento della situazione, mentre i numeri neri sono diminuiti di circa 15 miliardi attestandosi ieri sera sui 307 miliardi.

"La liquidità è sempre abbondante e non vediamo all'orizzonte un'inversione di rotta, ma i 20 miliardi drenati nel p/t a 91 giorni sono tra le cause della diminuzione dei depositi", commenta un tesoriere.

Mercoledì le banche della zona euro hanno rinnovato soltanto 8,3 dei 27,5 miliardi in scadenza, nonostante, secondo molti tesorieri, la spiegazione sia da ricercare nell'intenzione di partecipare più carichi al p/t a un anno di fine settembre.

IN ATTESA DEL P/T A UN ANNO

Gli istituti che aspettano di sapere dal governatore Jean-Claude Trichet giovedì prossimo i dettagli dell'operazione di rifinanziamento di fine settembre, la seconda delle tre promesse entro fine anno dalla banca centrale.

Da un sondaggio Reuters tra 61 economisti emerge la convinzione che la Bce non voglia mettere già nell'asta di settembre uno spread aggiuntivo sopra il tasso di rifinanziamento, manovra che sarebbe soprattutto finalizzata a dissuadere le banche dal richiedere troppi fondi. Sul sistema sono ancora forti le conseguenze del primo p/t ad un anno della zona euro, a giugno, che ha riversato nel sistema oltre 440 miliardi di euro.

"Credo che l'asta di settembre si manterrà sulla linea di quella che l'ha preceduta: fondi concessi a rubinetto a un tasso all'1%, senza alcuno spread", ribadisce un tesoriere.

"Poi, visto l'andamento di quest'asta la Bce farà le giuste considerazioni per procedere al successivo collocamento di dicembre". Per quanto riguarda i volumi, precisano i tesorieri, è molto difficile prevedere l'ammontare che verrà richiesto visto anche che si tratta di operazioni senza precedenti.

"Io sono certa che non verranno chiesti 400 miliardi come nell'asta precedente, ma una cifra più contenuta. Di più è difficile dire", dice un'operatrice di tesoreria.

LA LENTA DISCESA DEI TASSI

Mentre l'Eonia è lievemente risalito a 0,342% dal precedente 0,341%, il tasso overnight è rimasto stabile sullo 0,28% circa.

L'Euribor a tre mesi, tasso di riferimento dei prestiti interbancari, anche stamane ha proseguito il suo lento cammino al ribasso, mettendo a segno nel fixing della mattina un nuovo minimo storico allo 0,825% dallo 0,829% di ieri.

Il suo differenziale con l'analoga scadenza dell'Eonia swap (oggi a 0,394%), visto come indicatore del grado di fiducia delle banche rispetto alle loro controparti, è a 43,1, sempre più vicino al minimo da marzo 2008 a 42 punti toccato a maggio.

Sulla strip dei derivati Euribor la scadenza a settembre FEIU9 è poco mossa a 99,225 (+0,015), quella a dicembre FEIZ9 a 99,140 (+0,025), quella a marzo 2010 FEIH0 a 98,900 (+0,005).

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