July 28, 2009 / 10:39 AM / 8 years ago

Monetario, fallisce occasione drenaggio p/t 7 gg, liquidità alta

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MILANO, 28 luglio (Reuters) - La liquidità sul mercato interbancario continua a mantenersi alta, senza tuttavia riuscire a scoraggiare gli istituti dal richiedere ulteriori finanziamenti alla Banca centrale europea.

Nell'asta settimanale a 7 giorni al tasso fisso dell'1% ben 382 banche hanno avanzato oggi richieste per un totale di 94,8 miliardi di euro, nonostante la Bce stimasse un benchmark negativo per 174,5 miliardi, rivisto dal -198,5 ipotizzato ieri nell'annuncio dell'asta.

L'operazione, che sarà regolata domani e che ha una scadenza prevista per mercoledì prossimo, ha superato il finanziamento da 88,272 miliardi concesso la settimana scorsa e non ha aiutato a drenare la liquidità in eccesso, come speravano ieri le tesorerie, puntando su una raccolta di 70 miliardi.

"La richiesta è stata superiore a quella in scadenza", commenta un tesoriere. "Non è un ammontare consistente, ma si tratta comunque di ulteriore liquidità superflua immessa nel sistema".

La speranza è che quei 6 miliardi in più passati sul settimanale vengano tolti dalle richieste del p/t di domani a 3 mesi che vedrà in scadenza i 30,2 miliardi dello scorso 29 aprile, dice un tesoriere.

"Forse il p/t a 91 giorni sarà l'occasione per drenare un po' di liquidità, ma stiamo comunque parlando di una goccia nell'oceano".

A ieri sera i numeri neri nel sistema si attestavano sui 531 miliardi, in discesa rispetto alla settimana precedente, complice anche il bond da 1 miliardo di euro a 7 anni della Banca europea per gli investimenti (Bei), sottoscritto per circa 800 milioni di euro dalle banche e in regolamento ieri.

I depositi o/n sono scesi a 170,046 miliardi di euro ieri rispetto ai 195,315 miliardi di venerdì sera, mentre i finanziamenti richiesti sono aumentati di 35 milioni a 131 milioni da 96.

"Il calo dei depositi si spiega anche in parte con un aumento dei volumi sull'Eonia ieri", aggiunge. "Il mercato è stato più vivace sebbene all'interno di un clima generale già fortemente estivo, con scambi rallentati".

L'abbondante liquidità incide, come ormai da tempo, sui tassi a breve, schiacciandoli sempre di più sullo 0,25%, mentre l'Eonia è stato fissato ieri a 0,345% dal precedente 0,346%.

La lieve inversione di tendenza in mattinata del tasso Euribor a una settimana EURIBORSWD=, tornato sui livelli di venerdì a 0,365% dallo 0,364% di ieri, potrebbe essere soltanto un movimento passeggero.

"E' un cambiamento fisiologico legato all'avvicinarsi della chiusura del mese, ma non è destinato a durare", spiega un tesoriere. "La tendenza principale continua a essere ribassista".

Su questa linea si muove l'Euribor a 3 mesi EURIBOR3MD= che nel fixing londinese di oggi è sceso a un nuovo minimo allo 0,908%.

"Possiamo scendere sotto lo 0,9%, ma non è possibile che il ribasso continui all'infinito. Il tasso non può scostarsi molto dal tasso di riferimento Bce all'1%".

Il differenziale tra il tasso dei prestiti interbancari e l'analoga scadenza sull'Eonia swap (oggi a 0,455%), visto come un indicatore del grado di fiducia delle banche rispetto alle loro controparti, è sceso a 45,3 punti base da 46,7, sulla via di un riavvicinamento verso il minimo da marzo 2008 a 42 punti base toccato a maggio.

E' da un paio di mesi che questo spread si muove tra i 40 e i 50 pb. Il livello più elevato, a fronte del picco della crisi, si era registrato in ottobre scorso a 190 pb.

La curva dei derivati Euribor è poco variata: il futures a settembre FEIU9 è a 99,135 (+0,001), dicembre FEIZ9 a 98,995 (+0,03) e marzo 2010 FEIH0 a 98,82 (+0,045).

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