Unicredit, impegno istituzionali a sottoscrizione 100% Cashes

martedì 28 ottobre 2008 11:33
 

MILANO, 28 ottobre (Reuters) - Nell'ambito dell'operazione di rafforzamento patrimoniale di Unicredit (CRDI.MI: Quotazione), Mediobanca (MDBI.MI: Quotazione) ha comunicato che alcuni investitori istituzionali si sono impegnati, nei suoi confronti, a sottoscrivere integralmente gli strumenti Cashes.

E' quanto si legge nella relazione in vista dell'assemblea degli azionisti Unicredit del 12 novembre sull'aumento di capitale.

Tra gli investitori, "hanno espresso il loro impegno in tal senso gli azionisti rilevanti della banca (Fondazione Cassa di Risparmio di Verona, Vicenza, Belluno e Ancona, Fondazione Cassa di Risparmio di Torino, Carimonte Holding Spa, il Gruppo Allianz e Central Bank of Lybia) - in alternativa alla sottoscrizione dei loro diritti di opzione - per quota complessiva massima pari a circa il 60%". Il 5 ottobre il Cda di Unicredit ha approvato un piano di rafforzamento patrimoniale da 6,6 miliardi di euro che porterà il Core Tier 1 a fine 2008 al 6,7%.

L'assemblea straordinaria del 12 novembre sarà chiamata ad approvare un aumento di capitale per 973 milioni di nuove azioni ordinarie a un prezzo di 3,083 euro per azione. Il piano prevede inoltre il collocamento di strumenti convertibili Core Tier 1, denominati Cashes, per 3 miliardi presso investitori istituzionali. L'ammontare dipenderà dalla quota non sottoscritta dell'aumento di capitale destinato a tutti i soci.

"Compatibilmente con le condizioni di mercato e subordinatamente all'ottenimento delle autorizzazioni da parte delle Autorità di Vigilanza", si legge nella relazione, si prevede che l'offerta in opzione agli azionisti possa avere inizio nel mese di dicembre e concludersi entro gennaio 2009 e il collocamento dei Cashes possa avvenire entro gennaio 2009.

L'operazione di emissione dei Cashes, strumenti equity-linked convertibili in azioni Unicredit, "da un lato, permette di raccogliere mezzi finanziari nel mercato degli investitori istituzionali in strumenti equity-linked, dall'altro lato, rende possibile un incremento del capitale della banca sin dal giorno dell'emissione senza alcuna diluizione dei diritti di voto in capo agli attuali azionisti fino al momento della conversione degli strumenti convertibili", si legge nella relazione.

Nella relazione si sottolinea che il collocamento dei Cashes è affidato a Mediobanca, sulla base di un apposito mandato che prevede che i Cashes siano collocati mediante un collocamento privato e non mediante un'offerta pubblica. "Inoltre, il mandato conferito a Mediobanca, coerentemente con la migliore prassi del settore, prevede che la scelta degli investitori a cui i Cashes saranno effettivamente allocati sia affidata alla stessa Mediobanca, senza obbligo di consultazione della banca".

Secondo la prassi di mercato, si legge ancora, strumenti finanziari di questo tipo sono offerti e detenuti da investitori istituzionali in considerazione, tra l'altro, della loro particolare complessità (compresa la difficoltà nella valutazione e percezione del rischio associato da parte degli investitori retail), delle tutele e delle procedure imposte dalla direttiva Mifid per le attività d'investimento nei confronti della clientela retail, della possibile illiquidità di questi strumenti che non ne consente la quotazione presso un mercato regolamentato adeguato per il pubblico indistinto. "Il rischio di tale illiquidità è, inoltre, accentuato dall'incertezza in merito alla dimensione dell'emissione che dipenderà dall'andamento delle sottoscrizioni dell'aumento di capitale".