Enti locali,no divieto derivati ma seria regolamentazione-LaVoce

mercoledì 27 maggio 2009 17:48
 

MILANO, 27 maggio (Reuters) - Il ricorso degli enti locali a strumenti derivati si traduce oggi in un'esposizione per circa 40 miliardi e in perdite tra i 6 e gli 8 miliardi. Questo è avvenuto a causa della carente competenza delle amministrazioni locali in materia di finanza sofisticata come quella necessaria per questi strumenti, ma anche perché tali strumenti sono stati utilizzati come forma di copertura dal rischio tassi, ma come pura fonte di finanziamento, anche per le spese correnti.

Lo sottolinea il sito lavoce.info, auspicando una rigida regolamentazione che ne limiti l'utilizzo solo a finalità di copertura e non speculative.

"Altri paesi le vietano tout court" dice il sito in riferimento a operazioni finanziarie sofisticate. "Meglio invece optare per una rigida regolamentazione, limitandone l'utilizzo solo a finalità di copertura e non speculative".

In paesi come Germania e Regno Unito, è vietato agli enti locali il ricorso agli strumenti derivati. Questo perché gli enti locali non possiedono, né potranno possedere, competenze adeguate con la complessità dei mercati e dei prodotti finanziari esistenti, né fa parte delle finalità istituzionali effettuare operazioni strutturate con fini speculativi".

Una soluzione radicale sarebbe imposta inoltre dall'inefficacia delle diverse forme di controllo, sia interne all'ente locale (collegio dei revisori, Corte dei conti), sia di regolazione del mercato (Banca d'Italia, Abi, ministero del Tesoro).

"Tuttavia, questa soluzione potrebbe essere poco efficace. Gli strumenti di finanza innovativa sono così vari e sofisticati che potrebbe essere irrealistico vietare, di volta in volta, singoli prodotti finanziari. In secondo luogo, una gestione attiva del debito, finalizzata all'ottimizzazione delle risorse, alla riduzione del loro costo e al contenimento dei rischi rappresenta per gli enti locali una opportunità da non perdere" dice l'articolo a firma di Fabio Amatucci.

"L'azione, semmai, anche attraverso il regolamento in fase di elaborazione, dovrebbe essere di rigida regolamentazione degli strumenti adottati, limitandone l'utilizzo solo a finalità di copertura e non per fini speculativi".

In ogni caso, la possibilità di un miglioramento della qualità delle operazioni è legata a un significativo investimento in competenze multidisciplinari, attraverso la formazione di "gruppi di lavoro e unità di supporto", anche a livello provinciale, con compiti di valutazione e analisi ex ante, formati da professionalità differenti provenienti dagli enti locali, dalle regioni, dall'accademia, dalla consulenza, dalla finanza, conclude l'articolo.