Fiscal drag, perdita salari 6.738 euro in 15 anni - Cgil

venerdì 27 marzo 2009 13:42
 

ROMA, 27 marzo (Reuters) - La mancata restituzione del fiscal drag e l'aumento della pressione fiscale sono costati ai lavoratori dipendenti 6.738 euro nel periodo 1993-2008 con un beneficio per lo Stato pari a 112 miliardi.

E' quanto emerge da uno studio sui salari presentato stamani dall'Ires-Cgil.

Il sindacato chiede pertanto al governo che dal gennaio 2010 vengano erogati 100 euro medi di aumento mensile in busta paga attraverso l'aumento delle detrazioni per i lavoratori dipendenti, pensionati e collaboratori.

"Elaborando i dati Istat nei passati 15 anni i lavoratori dipendenti hanno lasciato al fisco 6.738 euro cumulati in termini di potere d'acquisto poiché le retribuzioni nette sono cresciute 3,5 punti in meno (4,2 punti in meno per un lavoratore senza carichi familiari) delle retribuzioni di fatto lorde. Lo Stato ha dunque beneficiato di circa 112 miliardi di euro fra maggiore pressione fiscale e fiscal drag", si legge nel rapporto.

Il fiscal drag, ovvero drenaggio fiscale, è l'aumento della pressione fiscale dovuto all'inflazione che provoca una perdita di potere d'acquisto. La Cgil da sempre chiede ai governi la restituzione di tale quota.

Il segretario generale Guglielmo Epifani ha ribadito la contrarietà del suo sindacato alla riforma contrattuale recentemente siglata senza la Cgil, ritenendo che non servirà ad aumentare il potere d'acquisto.

Anzi, secondo i dati Ires, se nei 15 anni in osservazione fosse stata applicata la nuova riforma la perdita per i lavoratori sarebbe cresciuta di ulteriori 6.587 euro.

Sempre secondo i dati diffusi dall'istituto di ricerca della Cgil, dal 1995 al 2006 i profitti netti delle maggiori imprese industriali sono cresciuti di circa il 75% a fronte di un aumento delle retribuzioni di solo il 5,5%.

E in base alle dichiarazioni dei redditi presso i Caf Cgil circa 13,6 milioni di lavoratori guadagnano meno di 1.300 euro netti al mese. Circa 6,9 milioni meno di 1.000, di cui oltre il 60% sono donne. Oltre 7,5 milioni dei pensionati prende meno di 1.000 euro netti mensili. Il reddito disponibile famigliare fra il 2000-2008 registra una perdita di circa 1.599 euro nelle famiglie di operai e 1.681 euro nelle famiglie con 'capo famiglia' impiegato a fronte di un guadagno di 9.143 euro per professionisti e imprenditori.