27 agosto 2009 / 10:23 / 8 anni fa

Monetario, liquidità abbondante nonostante drenaggio p/t 3 mesi

MILANO, 27 agosto (Reuters) - Nonostante il drenaggio di ieri nel p/t a tre mesi, la liquidità sul mercato interbancario resta alta e non dovrebbe subire un'inversione di tendenza almeno fino a fine anno.

"Stiamo navigando nella liquidità", commenta un tesoriere, precisando che i fondi in eccesso nel sistema dopo le operazioni di rifinanziamento da inizio Rob sono ormai sopra i 250 miliardi, con numeri neri che ieri sera viaggiavano sopra i 321 miliardi.

A Francoforte, mentre i depositi hanno continuato la loro lenta ascesa, passando a 162 miliardi dai 160,166 miliardi della seduta precedente, le richieste di prestiti hanno subito nuovamente l'anomalo rialzo già verificatosi sporadicamente nelle scorse settimane, salendo a oltre 1 miliardo dai precedenti 88 milioni.

"Si deve essere trattato ancora una volta di un errore tecnico, non è possibile spiegarlo altrimenti", commenta un tesoriere.

Sul fronte degli oneri fiscali oggi cade l'ultimo giorno per la 'coda' dell'Ultimo, che dovrebbe togliere alle banche altri 10 miliardi dopo i 20 già usciti tra la scorsa settimana e l'inizio di quella in corso.

L'impatto sulla liquidità complessiva resta però limitato. Questa settimana gli istituti della zona euro hanno preso altri 77,5 miliardi nel p/t ad una settimana, scegliendo però di rinnovare soltanto 8,3 miliardi dei 27,5 miliardi in scadenza nel p/t a 91 giorni.

"Bankitalia sperava in questo risultato, ma è difficile che la situazione cambi prima dell'inizio del prossimo anno". Anche perché, precisano i tesorieri, il drenaggio sul tre mesi è finalizzato a lasciare i titoli liberi per il p/t a un anno di fine settembre.

"Le banche si rivolgeranno fino ad allora ai p/t ad una settimana, per poi richiedere fondi al p/t ad un anno", spiega un tesoriere.

Ieri le previsioni di un sondaggio Reuters su 80 economisti hanno indicato una conferma dei tassi all'1% nella riunione di politica monetaria di Francoforte del 3 settembre, nonostante l'attesa di una revisione positiva dell'outlook da parte della banca centrale sull'economia della zona euro. Un ritocco al rialzo dei tassi dovrebbe intervenire soltanto a partire dal terzo trimestre 2010, con una correzione del +0,25%, seguita da un altro +0,25% nel quarto trimestre. Gli economisti stimano inoltre che un eventuale spread sui tassi di riferimento possa essere messo nell'asta a un anno di dicembre, ma non in quella di settembre.

"In questo panorama i tassi dovrebbero mantenersi stabili fino a inizio 2010", dice un tesoriere. "Al massimo potranno scendere ancora, ma non in modo sostanziale".

Ieri sera l'Eonia era allo 0,341% a fronte di un tasso overnight allo 0,28% circa. L'Euribor a tre mesi, tasso di riferimento dei prestiti interbancari, è sceso anche nel fixing della mattina, mettendo a segno un nuovo minimo storico allo 0,829% dopo quello di ieri a 0,834%.

Nonostante i tassi bassi e l'abbondante liquidità, stamane i dati di luglio Bce sui prestiti al settore privato nella zona euro hanno rivelato un rallentamento allo 0,6% dall'1,5% di giugno. Anche il tasso di crescita annua dell'offerta M3 nei 16 paesi che usano la moneta unica è rallentato a luglio al 3% dalla lettura di giugno al 3,5%, deludendo le attese per una crescita del 3,2%.

Sulla strip dei derivati Euribor la scadenza a settembre FEIU9 è invariata a 99,195, quella a dicembre FEIZ9 è a 99,100 (+0,005), quella a marzo 2010 FEIH0 è piatta a 98,885.

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