Pensioni, dal 2010 adeguamento coefficienti, presto enti-Sacconi

martedì 27 gennaio 2009 15:55
 

ROMA, 27 gennaio (Reuters) - L'adeguamento dei coefficienti di trasformazione avverrà, secondo i termini di legge, a partire dal gennaio 2010.

Lo ha detto oggi il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, a margine di un'audizione parlamentare aggiungendo che si sta lavorando alla razionalizzazione degli enti previdenziali [Inps, Inail e Inpdap] e che sarà garantito il risparmio di 3,5 miliardi in dieci anni previsto dalla riforma del precedente governo di centrosinistra.

L'intervento potrebbe arrivare per marzo, quando scadono i vertici degli enti.

"Applichiamo la legge per quanto riguarda i coefficienti. Ho già disposto l'avvio dell'adeguamento e mi fa piacere che il segretario del maggior partito dell'opposizione [il leader del Pd, Walter Veltroni] abbia invitato ad applicare la legge", ha detto Sacconi rispondendo ad una domanda in audizione.

La riforma Dini del 1995 prevedeva che ogni 10 anni, tenendo conto delle aspettative di vita e dell'andamento dei salari, andassero rivisti i coefficienti di trasformazione, una sorta di moltiplicatore che contribuisce a determinare l'assegno previdenziale.

Di fatto ridurre i coefficienti significa tagliare l'assegno. Il precedente nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale aveva proposto un taglio del coefficiente fra il 6 e l'8%.

La riforma del governo Prodi prevedeva l'istituzione, mai avviata, di una commissione per i coefficienti e la revisione triennale degli stessi.

Il ministro ha poi detto che il governo sta lavorando su come realizzare la equiparazione dall'età di pensionamento di vecchiaia fra uomini e donne nel settore pubblico, pur senza fornire dettagli, mentre ha escluso "nel breve periodo" altri interventi sul sistema previdenziale.

"In tema di pensioni meno se ne parla e più si fa, così si realizza un allungamento della vita lavorativa rispetto alla creazione di un clima di incertezza che è il peggior antidoto a un allungamento", ha concluso il ministro.

Oggi le donne possono andare in pensione di vecchiaia a 60 anni e gli uomini a 65. Una sentenza della Corte europea ha chiesto all'Italia di armonizzare l'età nel settore pubblico.