Italia, Ref rivede in lieve rialzo Pil, occhi a conti pubblici

martedì 27 ottobre 2009 11:10
 

MILANO, 27 ottobre (Reuters) - L'istituto di ricerca Ref ha rivisto oggi in lieve rialzo le sue stime per l'economia italiana, in linea con il ciclo internazionale, ma sottolinea come i tassi di sviluppo siano mediamente inferiori a quelli degli altri paesi delle zona euro, mentre, su un quadro così fragile, un aggiustamento dei conti pubblici non potrà che pesare ulteriormente.

Ref - nella nota che riporta il suo rapporto trimestrale - ha rivisto al rialzo la sua stima per il Pil 2009 a -4,8% dal -5,2% stimato nell'analoga ricerca di luglio. Inoltre ha rivisto il Pil 2010 a 0,7% da 0,4%, mentre vede quello del 2011 a 1,3%.

"Negli ultimi due anni [2008-2009] abbiamo visto una perdita del Pil italiano di circa il 5,8%, mentre entro il 2011, con un certo ottimismo, potremmo recuperare circa il 2%" commenta a Reuters Fedele de Novellis, economista di Ref.

"Da ciò si deduce che il calo dell'output è strutturale, così come il deficit, che quindi non migliorerà con il ciclo. Occorre quindi una politica di crescita per riportare il Pil su un sentiero di crescita consistente".

Ref rivede il deficit/Pil 2009 a 5,6% da 5,5% e quello del 2010 a 5,5% da 5,8%, mentre per il 2011 lo vede al 4,9%.

Ref rivede inoltre il debito/pil 2009 a 115,5% da 115,3%, quello del 2010 a 119,0% da 119,3% e vede il 2011 a 120,5%.

"La politica fiscale in un contesto di congiuntura debole si troverà così ad affrontare la scelta fra una strategia di correzione del disavanzo dal 2011, sconsigliabile in un contesto di fragilità della base produttiva del paese, e una strategia di rinvio dell'azione di risanamento, poco appropriata per un paese gravato da un livello elevato del debito pubblico" dice la nota di Ref.

"Evidentemente, la finanza pubblica è entrata in una trappola che riflette non tanto problemi nella conduzione della politica di bilancio, quanto il mancato sviluppo degli ultimi quindici anni. È quindi difficile che sia la politica fiscale da sola a trovare la via di uscita. In assenza di un programma di rilancio dello sviluppo di dimensioni ampie e fortemente credibile, il sentiero che stiamo seguendo presenta rischi importanti per il paese".