Italia rischia infrazione Ue se chiede a Bankitalia tassa su oro

lunedì 27 luglio 2009 19:59
 

ROMA, 27 luglio (Reuters) - Il governo, determinato a evitare un terzo passaggio parlamentare al decreto legge fiscale, non intende cambiare il nuovo testo sulla tassazione dell'oro nonostante il secondo stop della Banca centrale europea a difesa dell'autonomia della Banca d'Italia.

La norma, tuttavia appare inapplicabile ed eventuali tentativi di riscossione da parte dell'Erario potrebbero esporre l'Italia a una procedura di infrazione europea.

Lo riferiscono fonti governative e politiche alla vigilia del voto finale di domani alla Camera cui seguirà la seconda lettura del Senato.

"Il governo non vuole esporsi ai rischi politici di un nuovo passaggio alla Camera. Per di più si andrebbe ai primi di agosto", dice una fonte di governo.

Consentire modifiche in Senato -- che renderanno obbligatorio un terzo passaggio alla Camera -- rischia di alimentare gli appetiti della maggioranza.

I malumori di certo non mancano: dalle proteste per i mancati interventi a favore del Mezzogiorno (l'Mpa è uscita dall'aula al momento di votare la fiducia al decreto) all'articolo 4 che priva il ministro siciliano dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, del potere di autorizzazione sui siti di produzione energetica.

Il Tesoro ha riscritto due volte l'articolo 14 del decreto fiscale, che contiene la tassa al 6% sulle plusvalenze non realizzate sull'oro, per renderlo compatibile alle osservazioni della Bce.

L'ultima versione, confluita nel maxiemendamento al decreto sul quale venerdì la Camera ha votato la fiducia, prevede che l'imposta si applichi a Bankitalia "previo parere non ostativo" della Bce.

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