November 26, 2008 / 3:30 PM / 9 years ago

Italia, spazi molto esigui per contributo a piano Ue- economisti

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MILANO, 26 novembre (Reuters) - E' molto limitato il contributo che l'Italia potrà dare al piano di stimolo economico da 200 miliardi di euro cui la Commissione europea ha dato luce verde oggi e che sottoporrà all'approvazione degli stati membri in dicembre.

Questa l'opinione di alcuni economisti dopo la presentazione da parte a Bruxelles di una serie di misure che gli Stati potrebbero adottare per contrastare gli effetti della crisi economica.

Ai paesi membri spetterebbe il compito di finanziare interventi per circa 170 miliardi sul totale di 200 miliardi. Il presidente della Commissione, Jose Manuel Barroso, ha spiegato che ai vari membri, che partono da situazioni diverse, verranno richiesti sforzi differenti, ma tali da produrre in media un intervento pari all'1,2% del Pil dell'Unione.

"Un accordo su queste premesse lascia aperto il punto interrogativo di quale potrebbe essere lo stimolo fornito da paesi che partono da condizioni di bilancio molto diverse", commenta Marco Valli di UniCredit MIB.

"La Germania è l'unico grande paese europeo che può veramente permettersi un intervento. La Francia, anche se non ha certo il debito dell'Italia, dovrà accettare di vedere il deficit andare verso il 4% il prossimo anno se interverrà come sembra voler fare", prosegue.

La Germania ha già annunciato un pacchetto da 32 miliardi di euro e ha chiarito oggi che non farà di più, ma Barroso ha spiegato che le misure già programmate dai paesi verranno considerate parte dello sforzo richiesto.

L'Italia ha le mani legate da un debito pubblico superiore al prodotto interno lordo, situazione aggravata da un brusco aumento del premio al rischio che i titoli di Stato italiani devono offrire agli investitori rispetto ai titoli tedeschi.

Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha definito "demenziale" questa settimana ogni ipotesi di allentamento del Patto di Stabilità per l'Italia. Il governo non ha ancora sciolto la riserva sull'entità degli aiuti che intende mettere in campo per contrastare la difficile situazione dell'economia.

L'ufficio studi di Piazza Cordusio prevede che anche senza esborsi addizionali diretti a sostenere l'economia il deficit italiano lieviti al 3,5% del Pil il prossimo anno.

"L'opzione migliore per l'Italia paradossalmente è quella di non fare nulla facendo migliorare le aspettative sul proprio bilancio pubblico, sperare che la crisi bancaria si risolva e che lo spread (di rendimento di titoli di Stato) si richiuda per poi finanziare a costi inferiori a ora un po' di spesa pubblica", osserva Fedele de Novellis di Ref.

Il decennale italiano di riferimento rende il 4,40% circa contro il 3,30% circa del titolo tedesco di pari scadenza.

Lo stesso Commissario europeo agli Affari economici Joaquin Almunia ha osservato oggi che l'"ampliamento del divario tra i tassi sta cambiando le condizioni alle quali gli stati membri possono finanziarie e rifinanziare il proprio debito".

A determinare l'allargamento della forbice sui tassi è stata l'avversione al rischio degli investitori nella fase di crisi finanziaria attuale e la preoccupazione per i conti pubblici italiani. Lo stesso fenomeno ha interessato anche altri paesi 'periferici'.

Ieri a mettere l'accento sui ristretti margini di manovra dell'Italia analogo è stata l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, secondo cui l'alto debito pubblico italiano impedisce di adottare qualsiasi misura di portata significativa.

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