25 febbraio 2009 / 17:28 / tra 9 anni

Rcs non dovrebbe pagare cedola per fronteggiare debito -analisti

MILANO, 25 febbraio (Reuters) - Rcs MediaGroup (RCSM.MI) dovrebbe rinunciare alla distribuzione del dividendo per quest‘anno e il prossimo nel tentativo di tagliare il debito in un settore appesantito dal rallentamento della raccolta pubblicitaria.

Lo dicono vari analisti in vista della pubblicazione dei risultati definitivi 2008 di Rcs, in agenda il 18 marzo, occasione in cui tradizionalmente sono fornite anche indicazioni sulla cedola.

Resta intanto viva l‘attenzione sulla questione dei vertici, con il consiglio in scadenza in occasione dell‘assemblea di bilancio di fine aprile.

Ricorrenti indiscrezioni stampa hanno ipotizzato che l‘attuale AD Antonello Perricone non sarà confermato. Il suo eventuale successore non sarebbe comunque stato ancora identificato, osserva una fonte vicina alla situazione.

Sotto i riflettori anche la presenza tra i maggiori azionisti di Rcs della Pandette di Giuseppe Rotelli - forte di diritti di voto poco sotto l‘11% ma fuori dal patto di sindacato - che secondo la stampa starebbe valutando la presentazione di una lista di minoranza. Nessun commento sul tema da fonti vicine a Pandette.

Con la sua quota potenziale Rotelli si trova ad essere il secondo azionista in Rcs subito dopo Mediobanca (MDBI.MI), prima di Fiat FIA.MI e di tutti gli altri soci del patto.

Il patto intanto si riunirà il 16 marzo per il consueto appuntamento che precede il consiglio sui dati di bilancio.

SU PROSPETTIVE CEDOLA PESA ALTO DEBITO

“Non mi stupirei a sentirmi dire che non verrà dato nessun tipo di dividendo quest‘anno e neanche l‘anno prossimo”, dice un analista, facendo eco ad altri broker che hanno recentemente espresso opinioni simili.

Rcs ricorda che le decisioni sul dividendo saranno prese nel consiglio del 18 marzo.

Sui conti 2007 Rcs aveva distribuito una cedola di 0,11 euro sulle ordinarie e di 0,13 euro sulle risparmio RCSMn.MI.

A fine 2007 l‘indebitamento finanziario netto del gruppo editoriale si attestava a 1,146 miliardi, oltre quattro volte l‘Ebitda di 266 milioni.

Secondo i calcoli di Alessandro Baj Badino di Deutsche Bank - che ha sul titolo un giudizio “hold” - questo multiplo dovrebbe salire ulteriormente e raggiungere 5,2 alla fine di quest‘anno.

La posizione finanziaria del gruppo è stata messa sotto pressione dall‘acquisizione della spagnola Recoletos, si sottolinea in un recente report di Exane. “Il rimborso del debito sembra gestibile, ma non c’è flessibilità finanziaria e non vediamo spazio per dividendi prima del 2011”, dice lo studio.

Nel settore, L‘Espresso ESPI.MI ha confermato oggi che proporrà all‘assemblea di non distribuire alcun dividendo sui risultati del 2008. Secondo Deutsche Bank, Mondadori (MOED.MI) dovrebbe invece pagare una cedola sia sul 2008 che sul 2009.

Alcuni analisti osservano inoltre che per Rcs un aumento di capitale potrebbe avere senso ma non ne vedono una necessità immediata.

“Non ci sono rischi a breve termine”, commenta l‘analista non citabile. Tuttavia “un‘iniezione di liquidità avrebbe senso per ridurre l‘indebitamento”.

“Rcs non ha problemi, a quanto pare, di covenants che rischiano di saltare ... hanno dei finanziamenti con prima tranche significativa di debt repayment nel 2013”, aggiunge.

Il titolo, che ieri ha toccato un nuovo minimo a 0,54 euro, oggi ha chiuso con un riferimento a 59 euro. Poco più di un anno fa, a gennaio 2008, le azioni Rcs valevano circa 3 euro.

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