Investment banking,commissioni di nuovo in crescita dopo 12 mesi

giovedì 25 giugno 2009 13:03
 

MILANO, 25 giugno (Reuters) - Le commissioni sull'investment banking tornano a crescere per la prima volta negli ultimi 12 mesi nel secondo trimestre 2009, raggiungendo il valore stimato di 16 miliardi di dollari.

Lo dice l'ultimo rapporto del Thomson Reuters Investment Banking Scorecard, che svolge monitoraggio delle operazioni di M&A, Capital market, prestiti sindacati e simili.

Le fee legate al mercato dei capitali equity sono la ragione principale dell'inversione di tendenza, avendo più che triplicato il proprio valore fino a raggiungere i 7,6 miliardi di dollari, arrivando a rappresentare una quota-record del 47% del totale delle fee sull'investment banking.

Tocca valori record la raccolta nel mercato obbligazionario: dopo i 361 miliardi raccolti nel primo trimestre 2009, il secondo trimestre ne ha aggiunti altri 237,3 miliardi, portando il totale a 598 miliardi, una cifra che rappresenta il maggior volume mai registrato, superando persino la raccolta totale annua di tutti i periodi passati.

Nei volumi complessivi dei deal, JP Morgan continua a guidare il settore a livello globale sfiorando i 49 miliardi di dollari in 166 operazioni, seguono Goldman Sachs con 35,5 miliardi in 95 operazioni e Morgan Stanley con 26,7 miliardi in 124 operazioni.

Il totale di settore evidenziato dallo Scorecard Thomson Reuters arriva a 306,8 miliardi per 1.452 operazioni.

In termini di commissioni, JP Morgan si conferma leader con 1,013 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno, contro gli 816 milioni nel primo semestre 2008, seguita da Goldman Sachs con 739,7 milioni di dollari rispetti ai 718,7 della prima metà dello scorso anno, e da Morgan Stanley con 633,7 milioni contro 558,1 milioni in gennaio-giugno 2008.

L'attività di M&A annunciate vale 872,5 miliardi dall'inizio dell'anno, un calo del 44,5% rispetto alla prima metà del 2008, quando raggiungevano un valore di 1,57 miliardi.