PUNTO 2 - Enti locali, nozionale derivati 35,5 mld a fine 2008

mercoledì 25 febbraio 2009 17:02
 

(Aggiunge in fondo altri dati da relazione Vegas)

ROMA, 25 febbraio (Reuters) - A fine 2008 circa 600 tra comuni, province e Regioni avevano in portafoglio derivati con un nozionale complessivo, vale a dire il debito sottostante ai contratti, "pari a quasi 35,5 miliardi per oltre 1.000 contratti", dei quali 16,9 miliardi in capo alle Regioni.

Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas fornendo il risultato dell'attività di monitoraggio condotta dal Tesoro sul fenomeno dei derivati.

"La scomposizione per numerosità di enti coinvolti vede, come è naturale, una larga prevalenza dei comuni, sia capoluogo (7,6%) sia non capoluogo (81,6%), seguiti da province (7,1%) e Regioni (3%)", ha detto Vegas nel corso di un'audizione in Senato.

Se si analizza però il fenomeno dal punto di vista delle somme nozionali sono le Regioni i soggetti più attivi con circa 16,9 miliardi, il 47,6% del totale. Seguono i comuni capoluogo con quasi 11 miliardi (31,1%), province e comuni non capoluogo per 3,4 e 4,1 miliardi (circa il 21,2%) del totale.

Vegas sottolinea poi che il 59,5% del nozionale complessivo oggetto di operazioni derivate "è stato stipulato con controparti estere, mentre il rimanente 40,5% si riferisce ad operazioni con banche italiane o filiazioni italiene di operatori bancari esteri".

Secondo il monitoraggio condotto dal Tesoro le banche estere operative nel segmento dei derivati sono meno di 20 e le prime dieci rappresentano oltre il 90% del nozionale.

Il sottosegretario si è mostrato prudente sull'uso che gli enti locali hanno fatto dei derivati: "È su un orizzonte temporale medio lungo che deve esser valutata una strategia di gestione del debito, al di là delle manifestazioni patologiche degli andamenti di mercato di cui l'ultimo anno e mezzo è stato un esempio molto significativo".

Inoltre, "va sottolineato che il verificarsi di periodi durante i quali il contratto derivato produce degli effetti molto onerosi sul bilancio dell'ente, a causa degli andamenti contingenti di mercato, non può in alcun modo giustificare che gli obblighi derivanti dal contratto medesimo possano essere messi in discussione", ha aggiunto Vegas.