TESTO INTEGRALE - Banche, il decreto attuativo dei Tremonti bond

mercoledì 25 febbraio 2009 18:35
 

 ROMA, 25 febbraio (Reuters) - Ecco il testo integrale del
decreto attuativo dei bond che le banche potranno emettere a
favore del Tesoro per rafforzare i loro indici patrimoniali, i
cosiddetti Tremonti bond.
 Articolo 1 (Ambito di applicazione e disposizioni generali)
 1. Il presente decreto, in attuazione dell'art. 12 del
decreto legge 28 novembre 2008, n. 185, disciplina criteri,
modalità e condizioni della sottoscrizione degli strumenti
finanziari di cui allo stesso articolo.
 2. Ai fini del presente decreto, si intendono per:
    a) "decreto legge 185", il decreto legge 28 novembre
       2008, n. 185;
    b) "Ministero", il ministero dell'Economia e delle
       Finanze, Dipartimento del Tesoro;
    c) "Banca", la banca e/o la società capogruppo di un
       gruppo bancario avente sede legale in Italia ed
       emittente gli strumenti finanziari di cui al presente
       decreto.
 3. Le Banche che ricorrono agli interventi previsti dal
presente decreto devono svolgere la propria attività in modo da
non abusare del sostegno ricevuto senza intraprendere politiche
di espansione aggressive incompatibili con gli obiettivi di cui
all'articolo 12, comma 1, del Dl 185, e conseguirne indebiti
vantaggi.
 Art. 2 (Procedura di sottoscrizione di strumenti finanziari)
 1. La sottoscrizione degli strumenti finanziari viene
effettuata dal ministero dietro richiesta della Banca. La
richiesta, deliberata dall'organo competente, è presentata nel
medesimo giorno alla Banca d'Italia e al Ministero con modalità
che assicurino la rapidità e la riservatezza della
comunicazione. Essa deve pervenire almeno 30 giorni prima della
prevista data di sottoscrizione e contenere tra l'altro i
seguenti elementi:
    a) delibera dell'organo competente;
    b) l'importo della sottoscrizione richiesta;
    c) il valore nominale iniziale;
    d) la prevista data di sottoscrizione.
 
 2. La sottoscrizione degli strumenti finanziari è
subordinata alla sottoscrizione da parte della Banca e del
Ministero del protocollo di intenti previsto dall'articolo 12,
comma 5, lettera a), del decreto legge 185, definito sulla base
di un accordo quadro tra il Ministero e l'Associazione Bancaria
Italiana e avente ad oggetto la disponibilità complessiva di
credito da concedere a favore delle famiglie e delle piccole e
medie imprese, definita tenendo conto delle esigenze di sviluppo
dell'economia, della domanda di credito attesa e della necessità
di assicurare una prudente allocazione del credito. Il
protocollo d'intenti deve contenere tra l'altro previsioni
sull'impegno della Banca e del gruppo bancario di appartenenza
in ordine a:
    a) la piena disponibilità di credito in particolare a
       favore delle piccole e medie imprese attraverso il
       mantenimento per almeno il triennio successivo di
       risorse finanziarie non in decremento rispetto al
       biennio 2007-2008;
    b) il contributo per rafforzare la dotazione del fondo di
       garanzia per i finanziamenti erogati alle piccole e
       medie imprese di cui all'art. 11, comma 5, del decreto
       legge 185;
    c) l'applicazione di condizioni di credito che - nel
       rispetto del principio della sana e prudente gestione
       bancaria - siano adeguate a favorire lo sviluppo e il
       mantenimento di iniziative imprenditoriali;
    d) interventi congiunturali per favorire le famiglie in
       difficoltà nel pagamento delle rate sui mutui
       contratti per l'acquisto dell'abitazione principale;
    e) una politica dei dividendi che favorisca la
       patrimonializzazione della banca;
    f) la presentazione trimestrale di un rapporto sulle
       azioni intraprese per il sostegno finanziario
       dell'economia reale, in particolare dando conto
       dell'evoluzione quantitativa e qualitativa del credito
       e distinguendo tra i prestiti al consumo, per
       l'abitazione, alle differenti categorie d'impresa.
 3. La sottoscrizione è altresì subordinata all'adozione da
parte della Banca del codice etico previsto nell'articolo 12,
comma 5, lettera b), del decreto legge 185. Ferme restando le
disposizioni di vigilanza emanate dalla Banca d'Italia il 4
marzo 2008, il codice contiene limiti alle remunerazioni dei
vertici aziendali e degli operatori di mercato, inclusi i
traders, volti ad assicurare una struttura dei compensi
equilibrata nelle sue diverse componenti, chiaramente
determinata, coerente con la prudente gestione della Banca e del
gruppo bancario di appartenenza, con i loro obiettivi anche di
lungo periodo e con il quadro congiunturale. Il codice etico
fissa regole conformi all'interesse generale, anche fissando
limiti e condizioni alla corresponsione di indennità comunque
collegate alla cessazione, a qualunque titolo, del rapporto.
 4. Il Ministero, sulla base delle valutazioni di cui
all'articolo 3, comma 1, comunicate dalla Banca d'Italia, assume
la decisione in ordine alla sottoscrizione degli strumenti
finanziari e al relativo ammontare, sentito il Comitato di
consulenza globale e garanzia di cui alla direttiva del
Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 1993. Il
Ministero comunica la decisione alla Banca d'Italia e, per la
relativa accettazione, alla Banca richiedente; la decisione è
comunque subordinata al perfezionamento dei decreti di cui al
successivo comma.
 5. L'operazione viene sottoscritta dal Ministero e approvata
con Decreto del Ministro dell'Economia e delle Finanze a seguito
del perfezionamento del Decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri di cui all'art. 12, comma 9, del decreto legge 185 di
individuazione delle risorse necessarie per finanziare
l'operazione.
 Art. 3 (Criteri di valutazione, condizioni e misura
dell'intervento)
 1. Ai fini dell'assunzione della decisione da parte del
Ministero ai sensi dell'art. 2, comma 4, la Banca d'Italia
valuta, tra l'altro:
    a) l'adeguatezza patrimoniale attuale e prospettica della
       Banca;
    b) il profilo di rischio della Banca tenendo conto anche
       di indicatori di mercato, ove disponibili, quali gli
       spread sui contratti di credit default swap (CDS)
       relativi al debito subordinato ritenuti liquidi ed il
       rating ad essa attribuito che, di regola, è associato
       ad una classe non inferiore a due della scala di
       valutazione del merito di credito ai sensi della
       Direttiva 2006/48/CE;
    c) le caratteristiche degli strumenti finanziari, la loro
       conformità al presente decreto e al relativo allegato,
       la loro computabilità nel patrimonio di vigilanza e il
       rapporto tra l'importo di cui è richiesta la
       sottoscrizione e il valore dell'insieme delle attività
       della Banca ponderate per il rischio.
 2. L'operazione risulta economica nel suo complesso ai sensi
dell'art. 12, comma 4, del decreto legge 185, e pertanto è
possibile procedere alla sua sottoscrizione, se è conclusa alle
condizioni indicate nell'allegato prospetto, che fa parte
integrante del presente decreto. Il prospetto specifica ogni
altro elemento necessario alla gestione delle fasi successive
alla sottoscrizione. 3.L'operazione, inoltre, può essere
ritenuta economica nel suo complesso ai sensi dell'art. 12,
comma 4, del decreto legge 185, e pertanto è possibile procedere
alla sua sottoscrizione, se è conclusa a condizioni economiche
che determinano un rendimento atteso nel complesso inferiore a
quello di cui all'allegato prospetto, a condizione che:
    a) tale rendimento sia comunque superiore alla media dei
       rendimenti rilevati all'emissione dei Btp a 30 anni
       maggiorato di almeno 200 punti base;
    b) gli strumenti finanziari siano sottoscritti, oltre che
       dal Ministero, da soggetti privati,  per almeno il 30
       per cento dell'ammontare complessivo, di cui almeno il
       20 per cento da soggetti diversi dagli azionisti che,
       al momento dell'emissione, detengono più del due per
       cento del capitale dell'emittente. Le Regioni e gli
       Enti Locali nonché le imprese pubbliche come definite
       dalla Direttiva 2006/111/Ce non sono considerati come
       investitori privati ai sensi della presente
       lettera.
 4. Il Ministero valuta, con il supporto della Banca
d'Italia, che le operazioni di cui al comma 3 siano in linea con
le condizioni di mercato e, in particolare, che le condizioni
siano tali da non alterare in maniera significativa gli
incentivi degli investitori privati e trasmette i risultati
della valutazione alla Commissione Europea.
 5. Per singola Banca, l'importo delle sottoscrizioni di cui
al presente decreto è contenuto nel minimo necessario rispetto
agli obiettivi da conseguire e non può di regola essere
superiore al due per cento del valore dell'insieme delle
attività del gruppo bancario di appartenenza della Banca
ponderate per il rischio. Esso è inoltre stabilito in relazione
alle richieste provenienti dal sistema, tenendo conto
dell'andamento del mercato finanziario e delle esigenze di non
turbare la raccolta da parte dello Stato.
 6. Qualora il rating della Banca risulti inferiore a due
della scala di valutazione del merito di credito ai sensi della
Direttiva 2006/48/Ce, il Ministero notifica alla Commissione
Europea l'operazione ai fini della valutazione della sua
conformità alla Comunicazione della Commissione del 5 Dicembre
2008.
 7. Qualora la Banca non abbia rating, il Ministero comunica
tempestivamente alla Commissione il risultato della valutazione
della Banca d'Italia.
 8. I titoli sottoscritti sono depositati dal Dipartimento
del Tesoro presso un conto liquidatore intestato alla Banca
d'Italia presso Monte Titoli S.p.A. Dei titoli sottoscritti e
dei relativi interessi è tenuta apposita contabilità, presso la
Banca d'Italia, con l'evidenziazione delle Banche emittenti.
 9. Gli interessi derivanti dalla sottoscrizione dei titoli
sono versati, tramite Banca d'Italia, ad apposito capitolo dello
stato di previsione delle entrata del bilancio statale.
 Art. 4 (Monitoraggio delle operazioni)
 1. Le operazioni di cui al presente decreto e i loro effetti
sull'economia sono oggetto di monitoraggio. A tal fine, il
Ministero, con il supporto della Banca d'Italia, anche sulla
base dei dati ricevuti dalle singole banche ai sensi dell'art.
2, comma 2, monitora l'espansione delle attività di bilancio
delle banche interessate dagli interventi di cui al presente
decreto.
 2. Il Ministero effettua il riesame delle misure previste
dal presente decreto, secondo quanto previsto della
Comunicazione della Commissione del 5 Dicembre 2008 ed in
particolare rispetto ai punti da 40 a 42. Il Ministero notifica
eventuali necessità di prorogare il regime previsto dal presente
decreto e le eventuali modifiche operative ritenute necessarie
entro 6 mesi dalla sua entrata in vigore.
 3. La Banca d'Italia trasmette al Ministero, con cadenza
trimestrale, dati relativi all'andamento, su base regionale, del
credito all'economia, documentando laddove necessario i volumi e
i costi dei prestiti a famiglie e imprese.