Istat nega pressioni politiche dietro esternalizzazione dati

giovedì 24 settembre 2009 18:05
 

ROMA, 24 settembre (Reuters) - L'Istat nega che ci siano state pressioni politiche da parte del governo nella vicenda dell'esternalizzazione della raccolta dati nell'indagine sulle Forze lavoro, affidata con una gara per due anni a Ipsos (ISOS.PA: Quotazione), come invece sostiene il sindacato Flc-Cgil che ha indetto per domani 25 settembre uno sciopero dei lavoratori dell'istituto.

Lo ha detto a Reuters il direttore generale di Istat, Giovanni Fontanarosa.

"Il sindacato esagera quando dice che l'indagine viene data a un privato", aggiunge il direttore generale, specificando piuttosto che era "l'unica eccezione, l'unica indagine fatta con una rete di rilevazione nostra di collaboratori. [...] Il governo non c'entra niente nella nostra che è una decisione tecnica".

"Ora stiamo facendo degli accertamenti amministrativi, l'affidamento a Ipsos partirà dal 15 ottobre. Una delle garanzie era che per i rilevatori si desse la priorità agli stessi di prima, a quelli che accetteranno il contratto lavoro", dice il direttore generale di Istat, Giovanni Fontanarosa.

A insistere sull'importanza dell'indipendenza e della credibilità delle rilevazioni eseguite dall'istituto è il segretario generale della Federazione lavoratori e conoscenza Flc-Cgil Mimmo: "Stiamo parlando dell'Istituto di statistica nazionale, che attraverso le sue indagini determina le grandi scelte paese e gli indirizzi in materia di politica economica e sociale. Per questo si deve garantire la sua indipendenza".

Sulla credibilità delle proprie indagini - che generalmente si articolano in quattro fasi progettazione, raccolta dei dati, elaborazione e diffusione - Fontanarosa tiene a precisare: "Quando si parla di esternalizzare la rilevazione si intende esclusivamente la raccolta dei dati elementari che poi ci verranno inviati. L'indagine resta dell'Istat".

Per quanto riguarda i costi, rispetto a una base d'asta di 16,5 milioni di euro per i due anni a cui va aggiunta l'Iva, Ipsos si è aggiudicato l'appalto per 15,3 milioni (più Iva), riferisce Fontanarosa, che aggiunge che "i soli contratti si aggiravano intorno ai 9 milioni di euro l'anno a cui si sommano i costi indiretti".

Istat era tornato al centro di polemiche questa estate, quando era stato criticato dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, che metteva in dubbio l'attendibilità dei dati, e da quello dello Sviluppo, Claudio Scajola, che aveva messo in discussione l'eccessiva frequenza con cui questi dati venivano rilasciati.

In entrambi i casi l'istituto ha risposto con delle note dove si ribadiva la validità delle proprie metodologie, l'importanza del principio di trasparenza e tempestività nonché il vincolo delle scadenze concordato da Eurostat con i Paesi Ue. A certificare il grado di fiducia degli italiani per il "brand" Istat era stata a inizio luglio un'indagine Isae-Ocse: "Quasi il 60% degli intervistati ha fiducia nelle statistiche ufficiali e il 71% pensa che sia importante essere informati sull'andamento delle principali variabili economiche", si leggeva nell'indagine sulla conoscenza statistica degli italiani.