24 giugno 2009 / 10:34 / 8 anni fa

Ocse più ottimista, crisi vicina al termine

PARIGI, 24 giugno (Reuters) - Le prospettive per l'economia migliorano per la prima volta da due anni, ma una disoccupazione in crescita e il deficit in aumento potrebbero rallentare la ripresa già debole, ha detto oggi l'Ocse.

L'Organizzazione con base a Parigi ha dichiarato nell'ultimo rapporto che il rallentamento dell'economia nei 30 paesi membri è quasi arrivato al fondo. Per il prossimo anno l'Ocse prevede una crescita anemica, attorno allo 0,7%, dopo una contrazione del 4,1% del 2009.

Si tratta di un leggero miglioramento rispetto alle precedenti previsioni relative ad una contrazione dell' 0,1% nel 2010 che segue un calo del 4,3% di quest'anno.

"Questa è la prima volta dal 2007 che abbiamo rivisto le proiezioni al rialzo", ha detto il capoeconomista Ocse Jorgen Elmeskov a Reuters.

"La cattiva notizia è che la proiezione indica ancora che rimaniamo vicini al fondo e che la ripresa che seguirà sarà molto lenta, probabilmente sarà una ripresa fragile".

Il commercio mondiale si stabilizzerà gradualmente e poi recupererà lentamente a partire dalla fine di quest'anno, spiega l'Ocse.

L'Organizzazione ha elogiato le politiche Usa di stimolo all'economia, spiegando che hanno facilitato la ripresa nella seconda metà del 2009.

Anche il Giappone mostra segni che la recessione sta per finire, ma la ripresa probabilmente sarà lenta e il rallentamento economico potrà trasformarsiin deflazione, si legge nello studio.

In ogni caso le prove di un miglioramento nella zona euro sono più difficili da individuare per via di situazioni specifiche legate a quest'area, tra cui la bolla delle case, il calo delle asportazioni e problemi nel settore finanziario.

"L'eventuale ripresa può essere lenta anche in questa regione, anche perchè l'aumento della disoccupazione rende i consumatori più restii a spendere", osserva l'Ocse.

In Cina, e in altri grandi paesi membri, si pensa che la ripresa possa essere più rapida.

Il report dice che i rischi sull'outlook sono più bilanciati rispetto al passato. La previsione di un pieno ritorno alla normalità dei mercati finanziari entro il 2010 potrebbe essere troppo prudente.

"In termini di rischio al ribasso, uno potrebbe derivare dall'eventuale mancanza di convincenti per il consolidamento fiscale... un altro è legato a un ulteriore aumento della disoccupazione possa pesare più sulle spese delle famiglie rispetto a quanto abbiamo previsto", ha detto Elmeskov.

La disoccupazione il prossimo anno passerà al 9,8% medio nei paesi Ocse dall'8,5% nel 2009.

Stati con un debito relativamente basso, tra cui Germania, Canada, Svizzera e alcuni paesi nordici, hanno margini per ulteriori politiche espansive nel 2010.

Lo stato delle finanze pubbliche di altri paesi come Giappone, Italia, Grecia,Islanda e Irlanda non hanno lasciato spazio di manovra, senza prevedere forti reazioni avverse da parte dei mercati finanziari.

Se non si dovesse riuscire ad inviare il giusto messaggio sull'uscita dalle politiche di stimolo si potrebbero innescare timori per l'inflazione e portare a ulteriori rialzi dei rendimenti dei bond che potrebbero ostacolare la ripresa.

L'Organizzazione ha anche invitato le banche centrali a mantenere i tassi vicino allo zero nel corso di 2009 e 2010 per consentire alla ripresa di consolidarsi e ha aggiunto che la Bce non è a questo punto. Le banche centrali dovranno anche continuare ad attuare misure non convenzionali finchè la ripresa non sia ben avviata e i mercati finanziari ritornino normali.

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