23 aprile 2009 / 13:36 / 9 anni fa

PUNTO 1 - Sisma, da governo 8 mld in 5 anni, senza nuove tasse

(Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni Berlusconi)

di Giuseppe Fonte e Antonella Cinelli

L‘AQUILA, 23 aprile (Reuters) - Il governo mette sul piatto 8 miliardi nei prossimi 5 anni (e non 3 anni come aveva detto in un primo tempo Silvio Berlusconi) per la ricostruzione delle zone colpite in Abruzzo dal sisma del 6 aprile scorso, costato la vita a 296 persone.

È quanto prevede il decreto legge approvato oggi dal Consiglio dei ministri straordinario a L‘Aquila.

Le risorse saranno raccolte soprattutto manovrando le voci di spesa del bilancio pubblico, senza aumentare la pressione fiscale.

“Oggi in Consiglio dei ministri si è approvato un decreto legge per l‘Abruzzo. La novità del decreto è che per la prima volta si risponde a accadimenti come il terremoto senza un aumento della pressione fiscale”, ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio.

Le risorse sono divise in 1,5 miliardi per l‘emergenza immediata e 6,5 miliardi per la ricostruzione.

“Se ci fosse bisogno di più soldi pensiamo di tirarli su attivando misure di contrasto all‘evasione e all‘elusione fiscale internazionale”, ha detto il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, alludendo al nuovo scudo fiscale che il governo sta studiando per regolarizzare i capitali illegalmente esportati all‘estero.

Tra le principali voci di copertura del decreto, Tremonti ha citato il fondo per l‘economia reale e le imprese istituito presso la presidenza del Consiglio, i 300 milioni del bonus famiglia previsto dal decreto anticrisi di fine novembre, i 220 milioni che deriveranno dallo spostamento a L‘Aquila del G8 di luglio, ma anche gli investimenti immobiliari che istituti previdenziali e Cassa depositi e prestiti faranno nelle zone colpite.

Escluso invece il ricorso al 5 per mille, dopo le polemiche suscitate dalla proposta.

ENTRO DUE MESI ENTITA’ DANNI

Tremonti ha spiegato che l‘entità dei danni causati dal terremoto sarà definita entro i prossimi due mesi.

Intanto, per fronteggiare l‘emergenza, saranno costruite prima dell‘inverno “vere case”. Gli sfollati potranno risiedere nei nuovi immobili temporaneamente e fino a quando non sarà ultimata la ricostruzione di L‘Aquila e dintorni.

In tutto, il governo calcola che le persone interessate ai nuovi alloggi siano 13 mila su un totale di 75 mila attualmente assistite (e che stanno coatndo 3 milioni al giorni di spese correnti).

“Queste case verranno quindi progettate come campus e adattate come case per famiglie con 4 e 5 persone. Quando le famiglie le abbandoneranno accoglieranno gli studenti”, ha detto Berlusconi. Il nuovo campus sarà costruito con i fondi che il governo conta di ottenere dalla Commissione europea, pari a circa 500 milioni di euro.

“Abbiamo l‘ambizione di partire subito e di costruire le case prima che arrivi il freddo. È una gara dissennata ma sono scelte che vengono da una visionaria lungimirante follia”, ha aggiunto Berlusconi.

PER FAMIGLIE CONTRIBUTO PUBBLICO FINO A 150 MILA EURO

Il decreto prevede tutta una serie di agevolazioni a favore di famiglie e imprese.

Per la ricostruzione degli immobili andati completamente distrutti le famiglie riceveranno un finanziamento pubblico a fondo perduto pari a 150 mila euro, senza oneri aggiuntivi ma a condizione che le nuove case rispettino le norme antisismiche. Nel caso di abitazioni solo danneggiate, l‘importo sarà pari invece a 80 mila euro.

Le famiglie titolari di mutui potranno, se vorranno, liberarsene. In quel caso sarà infatti lo Stato, tramite Fintecna, a subentrare nel rapporto con la banca, diventando proprietario dell‘immobile.

Agli edifici di proprietà delle imprese sarà riconosciuto un credito di imposta pari all‘80% delle spese sostenute per l‘attività commerciale, fino ad un massimo di 80 mila euro.

Nel caso di rischio sismico accertato per gli immobili privati, il decreto prevede un credito di imposta del 55%, fino ad un masimo di 48 mila euro.

Il governo vuole anche chiedere all‘Europa l‘attivazione di zone franche, esonerate quindi dal pagamento delle imposte, oltre al ritorno delle aree terremotate nell‘Obiettivo 1.

“Ci impegneremo su tutto, ma pensiamo sia più realistico e immediato il discorso della zona franca”, ha detto Tremonti.

Oggi stesso, intanto, il premier inizierà a prendere contatti per far sì che una serie di opere d‘arte danneggiate dal terremoto vengano “adottate”, ciaascuna da un paese estero che aveva offerta aiuti.

“Una squadra coordinata dal ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, su mia richiesta, mi ha consegnato un elenco di 44 beni artistici”, ha detto Berlusconi. “Sono abbastanza convinto che avremo delle ottime risposte”.

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