Cdp lancerà investimento diretto in infrastrutture entro anno-AD

lunedì 23 marzo 2009 14:45
 

MILANO, 23 marzo (Reuters) - La Cassa depositi e prestiti modificherà il proprio statuto entro aprile, in modo da poter effettuare il primo investimento diretto nelle infrastrutture, utilizzando fondi derivanti dalla raccolta postale, prima della fine dell'anno.

Lo ha detto l'AD della Cassa Massimo Varazzani parlando stamane a margine del convegno annuale sul private equity organizzato da Aifi.

"Spero che entro la fine di aprile sia possibile modificare lo statuto... siamo in attesa di un ultimo atto amministrativo", ha detto Varazzani.

La scorsa settimana è stato firmato il decreto attuativo che definisce le condizioni secondo le quali la Cdp potrà utilizzare i fondi della raccolta postale per finanziare direttamente opere infratrutturali di interesse generale e promosse da un'entità pubblica. Manca ancora, però, l'ok a un emendamento del decreto incentivi che amplierà ulteriormente il raggio d'azione della Cassa, dandole la facoltà di sostenere il credito alle piccole e medie imprese attraverso finanziamenti garantiti canalizzati dal sistema bancario. Questo ultima modifica normativa dovrebbe arrivare a inizio aprile.

"Mi auguro che il primo investimento diretto importante nelle infrastrutture possa essere effettuato entro fine anno" ha detto l'AD di Cassa. "Abbiamo un paio di idee per gli investimenti in infrastrutture che vorremmo ci proponessero", ha aggiunto, senza fornire altri dettagli. "L'anno prossimo a regime potremo valutarne un numero più ampio".

Varazzani ha aggiunto che, quando parla di investimenti importanti, si riferisce a un ammontare di almeno 500 milioni di euro.

Nel suo intervento al convegno, Varazzani aveva detto: "credo che gli investimenti che farò usando il risparmio postale li farà direttamente, con il controllo da parte di Cdp... se ci sarà una perdita preferisco averla fatta io". A questo proposito Varazzani aveva detto che la partecipazione della Cdp in Terna risponde a questo business model, dal momento che la quota del 30% permette alla Cassa di controllare il proprio investimento in Terna.