23 settembre 2008 / 14:10 / 9 anni fa

Usa, piano salvataggio comporta rischi - Tremonti a stampa

MILANO, 23 settembre (Reuters) - Tra tante voci entusiaste sul piano di salvataggio del Tesoro Usa, il ministro dell'Economia italiano, Giulio Tremonti, che dal primo di gennaio sarà alla presidenza del G8, sottolinea gli errori fatti finora dall'amministrazione Bush e i rischi insiti nel piano per acquistare gli asset 'tossici' con i soldi dei contribuenti.

In un colloquio con il quotidiano 'Il Foglio' Tremonti sostiene che i pericoli per gli Stati Uniti sono quelli di "girare il conto dai colpevoli agli innocenti, dalla follia della finanza alle tasche dei contribuenti" e di creare inflazione, "una grande inflazione capace di assorbire in breve tempo grandi posizioni debitorie".

CAMBIALE DIABOLICA TRA USA E ASIA ORA E' SCADUTA

Secondo Tremonti, per fare la globalizzazione è stata firmata una cambiale diabolica che ora è venuta a scadenza, provocando la crisi innescata nel settore dei mutui subprime statunitensi.

"Il patto diabolico è stato siglato a due, tra America e Asia" spiega il ministro al quotidiano. Tremonti argomenta che lo sviluppo della globalizzazione era basato sulla formula 'l'Asia produce, l'America compra a debito'. Il lassismo sulla concessione di mutui ipotecari negli Usa ha, infatti, consentito di creare la ricchezza per finanziare una crescente domanda di beni da parte degli Stati Uniti, sostiene il ministro.

"Di sicuro c'è che un enorme quantum di debito è ora venuto a scadenza con la sua cambiale. Che va pagata" dice il ministro.

GOVERNO USA HA USATO MEDICINE SBAGLIATE, ORA CORRE RISCHI

Nel suo colloquio con Il Foglio, il ministro osserva che le nazionalizzazioni di queste settimane negli Usa dimostrano che l'amministrazione Bush ha deciso di spostare il costo della cambiale sull'insieme dei contribuenti.

Anche se "è presto per dire" se l'insieme delle misure studiate finora dal governo Usa - tra cui il divieto delle vendite allo scoperto e il salvataggio fatto con mano pubblica - "è sufficiente", il ministro stigmatizza gli errori fatti finora dall'amministrazione Bush ed evidenzia i rischi legati al "mega salvataggio da un trillione di dollari". "E' evidente che all'inizio non c'è stata una piena e immediata comprensione della portata della crisi. Prima una medicina, poi l'altra, magari con effetti di aggravamento della malattia stessa" dice il ministro. "Per esempio non ha funzionato lo sgravio fiscale [varato dal governo Usa prima dell'estate] che avrebbe dovuto sostenere i consumi, all'interno di una crisi che era causata proprio da un eccesso di consumi (a debito)... Come tentare di curare un ubriaco offrendogli del whisky", commenta con sarcasmo Tremonti.

"Alla fine sono arrivati gli ultimi interventi: il blocco della speculazione in Borsa e il salvataggio fatto con la mano pubblica" ricorda Tremonti. Il ministro a questo punto sospende il giudizio - "bisogna aspettare anche la politica" - ma nota come l'impegno ad acquistare debiti illiquidi dalle banche per un trillione di dollari "sta producendo in America una forte dialettica politica tra l'esecutivo e il legislativo".

SILENZIO ECONOMISTI, POLITICA DEVE RIPRENDERE PRIMATO

Secondo Tremonti era possibile prevedere con largo anticipo la crisi scoppiata ormai oltre un anno fa.

"Bastava leggere le carte geografiche... era sufficiente guardare i bilanci delle mega-banche globali per vedere che stavano in piedi in base a un effetto di pura illusione finanziaria".

Ma dagli economisti non è venuto nessun allarme, mentre Tremonti rivendica la sua intuizione sulla crisi in arrivo.

Il ministro chiede, quindi, che ora gli economisti tacciano - "cattivi maestri, esorcisti, alchimisti, guaritori, sciamani, santoni" - lasciando il palcoscenico alla politica.

Tremonti indica, come soluzione alternativa, interventi che, attraverso la costruzione di infrastrutture pubbliche aumentino la domanda e, più, in generale, invoca una nuova cornice di regole a livello internazionale che nasca da un'iniziativa politica portata avanti a livello sovranazionale.

"Per congiuntura politica il 2009 è l'anno del G8 a presidenza italiana" ricorda il ministro.

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