October 23, 2009 / 2:21 PM / 8 years ago

SINTESI 1 - Governo, tensioni su Tremonti, smentite dimissioni

6 IN. DI LETTURA

* Secondo alcuni giornali ministro Economia valuta

dimissioni dopo annuncio Berlusconi su taglio Irap

* Fonte vicina a Tremonti nega che ministro voglia

lasciare incarico

* Tremonti dice che nessuna nota di agenzia corrisponde a

verità

* Rinviato Consiglio dei ministri in attesa di rientro

di Berlusconi da Russia

(aggiunge dichiarazioni Gianni Letta a Regioni su Irap)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 23 ottobre (Reuters) - I movimenti all'interno della maggioranza in vista del dopo-Berlusconi continuano a scuotere il governo.

Oggi le tensioni si sono concentrate sul ministro dell'Economia, Giulio Tremonti che, dato sul punto di dimettersi da Corriere della Sera e Giornale e per nulla intenzionato a lasciare secondo fonti a lui vicine, si dichiara in disaccordo con tutte le notizie pubblicate.

Secondo i giornali, l'ira funesta di Tremonti, difensore dei conti pubblici e del contenimento del terzo debito pubblico al mondo, è stata innescata dall'annuncio a sorpresa sul taglio dell'Irap che Silvio Berlusconi ha fatto fare ieri a Gianni Letta.

Il Corriere della Sera scrive di una telefonata tra Berlusconi e Tremonti in cui il ministro chiede un chiarimento sulla linea di politica economica pena le dimissioni.

Il Giornale, controllato dalla famiglia Berlusconi, titola in prima a tutta pagina 'Giù le tasse, Tremonti in bilico'.

In mattinata il leader del Carroccio, Umberto Bossi spiega ai cronisti fuori Montecitorio che "c'è un tentativo di far fuori Tremonti" ma che la Lega "lo protegge".

Poi fonti vicine a Tremonti dicono alle agenzie: "Non è affatto vero che Tremonti voglia dimettersi, tutt'altro".

Intanto il Consiglio dei ministri convocato a palazzo Chigi per le 12 viene aggiornato a data da destinarsi in mancanza di Berlusconi e dello stesso Tremonti.

"Il presidente è bloccato dal mal tempo in Russia", dicono le voci raccolte a palazzo Chigi non confermate però dal bollettino metereologico di San Pietroburgo fermo a "nuvoloso".

Una fonte del governo russo dichiara, poi, che Berlusconi ha trascorso la mattina con il premier russo Vladimir Putin con il quale ha avuto un nuovo incontro "su questioni bilaterali" e condiviso un volo sopra Valdaj per testare un aereo antincendio.

La stessa fonte dice che Berlusconi dovrebbe far ritorno in Italia attorno alle 18.

A non chiarire la situazione arriva poco dopo le 15 una dichiarazione di Tremonti scarna ed ermetica ai più.

"Produzione di note di agenzie a mezzo note di agenzie. Ho difficoltà a riconoscermi in questo tipo di catena produttiva. Per quanto mi riguarda nessuna delle note in circolazione corrisponde a verità", dice il ministro con apparente riferimento al noto saggio dell'economista Piero Sraffa dal titolo "Produzione di merci a mezzo di merci".

Sistema in Fibrillazione Per Il Dopo-Berlusconi

Meno difficile da capire la dichiarazione del sottosegretario Letta alla Regioni: "Il taglio dell'Irap è un impegno programmatico ma non c'è intendimento nell'immediato".

Una dichiarazione che esclude misure improvvise e non concordate con il ministro dell'Economia.

"Il sistema complessivo è in fibrillazione perchè si sta già giocando al dopo-Berlusconi", spiega una fonte del Pdl che non vuole essere citata.

"Tutte le personalità di spicco in corsa alzano facilmente barricate. Tremonti reagisce a tentativi di scavallamento sulla politica economica da parte del governatore Mario Draghi e di altri membri del governo. Ma è ovvio che non si voglia dimettere. In quel caso non sarebbe più tra i papabili".

Insomma, secondo l'interpretazione di questo rappresentante del Pdl, minacciare le dimissioni è un modo per dire 'guardate che io conto'.

Se per Tremonti non è facile lasciare la poltrona di Quintino Sella, neanche per il governo è facile trovare un sostituto.

"Il Cavaliere ha deciso di abbassare la pressione fiscale, ma il ministro dell'Economia tiene duro. C'è aria di dimissioni. Però rinunciare a lui sarebbe un errore", scrive il direttore del Giornale Vittorio Feltri.

Unica personalità a cui corre la mente in questa fase è il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli, braccio destro di Tremonti in tutti gli appuntamenti internazionali. Ma già una volta Tremonti è stato sostituito con il suo direttore generale Domenico Siniscalco, era il luglio 2004, e il tentativo non è durato più di un anno.

Sta di fatto che la politica economica iper restrittiva di Tremonti risulta sempre più urticante per alcune frange della maggioranza soprattutto in vista delle regionali di marzo.

"Non chiediamo svolte ma solo aggiustamenti della politica economica. Il messaggio di ieri di Berlusconi sull'Irap rientra nella normalità perché fa parte del programma di governo. Berlusconi non ha detto 'domani aboliremo l'Irap', non ha precisato quando", cerca di smussare una fonte governativa.

L'Irap è una imposta regionale sulle attività produttive che nel 2008 ha generato un gettito complessivo di 38,152 miliardi.

- hanno contribuito Giuseppe Fonte, Roberto Landucci Valentina Rusconi, Alberto Sisto, da Roma e Paolo Biondi da San Pietroburgo

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