22 gennaio 2009 / 17:06 / tra 9 anni

Crisi, ok banche a ristrutturazione debito Metecno - fonte

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - E’ stata siglata oggi la convenzione bancaria che ristruttura il debito di Metecno, società attiva nella produzione di pannelli per l‘edilizia industriale.

E’ quanto rivela una fonte vicina alla vicenda, sottolineando la natura innovativa della procedura adottata, ovvero il ricorso all‘articolo 67 della nuova legge fallimentare.

“Dopo diversi mesi di negoziati, oggi è stata firmata la convenzione secondo l‘articolo 67 della legge fallimentare, che prevede, di fatto, manovre stragiudiziali in caso di temporanea difficoltà finanziaria, tutelando dal punto di vista legale creditori, amministratori e azionisti”.

Metecno, sede a Cortiglione (Asti) e circa 400 milioni di fatturato, di cui 100 milioni in Italia, è controllata al 100% dalla famiglia indiana Chandaria. All‘inizio dell‘anno scorso, la società si è trovata ad affrontare una crisi di liquidità, che ha portato ad avviare un processo di ristrutturazione del debito e di riorganizzazione societaria.

L‘operazione, spiega la fonte, “consiste nella cessione a un veicolo, sempre di proprietà dei Chandaria, delle partecipazioni estere, con iniezione nella società italiana di circa 80 milioni di nuova finanza da parte della proprietà indiana”.

Gli 80 milioni sono stati destinati per circa metà a riattivare il ciclo produttivo, sistemando le pendenze con i fornitori, e per il resto al ridimensionamento del debito bancario, sceso a circa 50 milioni da 90 milioni, con una ventina di milioni di linee di working capital.

L‘accordo prevede, aggiunge la fonte, “che, a fronte della riduzione del debito, ci sia una convenzione bancaria che allunga a undici anni il debito e modifica le condizioni sottostanti”.

La trattativa è stata particolarmente complessa perché Metecno era indebitata con tredici banche, con cui aveva rapporti bilaterali. “Tutta l‘esposizione è stata riorganizzata in un‘unica convenzione”, afferma la fonte. “I pagamenti del debito residuo sono spalmati negli anni. E il 2009 prevede, di fatto, una moratoria sui pagamenti per consentire il completamento del piano di turnaround”.

Il consorzio bancario dei creditori di Metecno, racconta la fonte, vede in prima fila UniCredit (CRDI.MI), particolarmente esposta in seguito alla fusione con Capitalia, poi Intesa Sanpaolo (ISP.MI), Bnl, Deutsche Bank (DBKGn.DE), Pop Milano PMII.MI e altri otto istituti minori.

La procedura prevista dall‘articolo 67 della nuova legge fallimentare prevede che la società chieda al tribunale di nominare un perito, esterno e indipendente, che riceve il piano di ristrutturazione e ne giudica la fattibilità. Ricevuta l‘opinione del perito, le banche decidono se aderire o meno.

“E’ una procedura stragiudiziale, più snella”, commenta la fonte. “Penso che la vedremo applicata in altri casi quest‘anno”. Sinora vi aveva fatto ricorso solo Arcotronics.

A supporto di questa previsione, la fonte evidenzia che “le principali banche italiane sono state coinvolte nella vicenda” e il dossier Metecno ha visto al lavoro vari studi legali (Ashurst per il gruppo, Bonelli Erede Pappalardo per le banche e Paul Hastings per Mauna, la holding della famiglia Chandaria), dando una sorta di imprimatur alla procedura.

Gli advisor finanziari sono stati Eidos Partners per Metecno e Lazard per la famiglia Chandaria.

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