Scudo fiscale, spetta a banche segnalare somme sospette - Draghi

mercoledì 22 luglio 2009 17:34
 

ROMA, 22 luglio (Reuters) - Una volta che lo scudo fiscale sarà operativo spetterà alle banche segnalare operazioni sospette.

Lo ha detto il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi rispondendo al leader dell'Italia dei valori, Antonio Di Pietro, che chiedeva quali presidi di legalità vi fossero per evitare che lo scudo fiscale serva a sanare attività finanziarie illecite.

"Sono le banche che si fanno carico di segnalare rientri sospetti. Così funziona il sistema", ha detto Draghi nel corso di un'audizione in commissione Antimafia.

"Sulla base di questo l'Unità di informazione finanziaria [il braccio operativo di Bankitalia nella lotta al riciclaggio di denaro sporco] mette in moto una segnalazione alla Guardia di finanza e all'autorità giudiziaria. L'Uif si attiva su segnalazione delle banche", ha aggiunto Draghi, ribadendo che il nuovo scudo fiscale "mantiene i presidi antiriciclaggio".

Sempre rivolto a Di Pietro, Draghi ha riconosciuto che il sistema di controlli antiriciclaggio è "gracile" ma è quello "utilizzato da quasi tutte le Uif del mondo".

"In alcuni Paesi, ma sarebbe opportuno farlo anche da noi, alla Uif è dato il potere di attivare la Guardia di finanza e di fare ispezioni così come fa la Consob in caso di insider trading", ha aggiunto Draghi.

"Non direi che è un sistema da buttar via. Non è solo l'Uif che organizza l'attività antiriclaggio".

Il governatore ha garantito poi a Di Pietro l'assoluta indipendeza di Bankitalia rispetto agli istituti di credito azionisti.

"Mi fa piacere che mi si ponga questa domanda. L'onorevole Di Pietro me l'ha posta diverse volte, ma ora ho la possibilità di rispondergli personalmente. Il fatto che le banche abbiano la proprietà della Banca d'Italia non c'entra nulla con l'indipendenza della Banca d'Italia. I quotisti, così si chiamano, non hanno nessuna ingerenza su Bankitalia. È importante smitizzare questo equivoco", ha detto Draghi.