Italia, in 2009 minore spesa per interessi per 11,8 mld - LaVoce

martedì 22 settembre 2009 17:08
 

MILANO, 22 settembre (Reuters) - Nel 2009, grazie al calo dei tassi di interesse l'Italia dovrebbe ridurre la spesa pubblica per interessi di 11,8 miliardi di euro, di cui 9,2 nei primi nove mesi del 2009.

E' l'opinione di Angelo Baglioni e Luca Colombo che in un articolo pubblicato oggi su lavoce.info spiegano che "la crisi dei mercati finanziari ha prodotto effetti positivi per la finanza pubblica, consentendo allo Stato un considerevole risparmio sul servizio del debito".

Al contempo il Tesoro "si è esposto però alla conseguenza di una eventuale inversione della strategia di politica monetaria", fa notare lavoce.info.

Il risparmio è stato possibile grazie "all'evoluzione dei tassi d'interesse, che hanno mostrato una continua discesa a partire dall'autunno dello scorso anno".

Nel settembre 2008, prima del fallimento di Lehman, la curva dei tassi era relativamente piatta, tra il 4 e il 5%. Nei mesi successivi, la curva si è progressivamente abbassata ed è diventata molto più ripida "grazie alla marcata riduzione dei tassi all'emissione sulle scadenze brevi e medie" con tassi sui Bot ormai prossimi allo zero. "La discesa dei tassi va ricondotta alla politica monetaria sempre più accomodante, che si è tradotta in una forte domanda di forme di investimento liquide da parte degli intermediari finanziari", osserva LaVoce.

La partecipazione alle aste da parte delle banche è stata massiccia e si è tradotta in un trasferimento al Tesoro della liquidità immessa dalla banca centrale. A ciò si è aggiunta la "fuga verso la qualità" dei risparmiatori orientati verso i titoli di stato. La domanda elevata ha consentito al Tesoro di collocare ingenti quantitativi di titoli come si vede dal cover ratio, il rapporto tra importo richiesto e assegnato in asta, che si è sempre attestato sopra l'unità, con punte attorno a 2,5.

Per quantificare il possibile risparmio per lo Stato, Baglioni e Colombo prendono come punto di riferimento la differenza tra i tassi all'emissione a settembre 2008 "prima dell'avvio della politica monetaria espansiva della Bce" e nei primi nove mesi del 2009, sulla base dei risultati delle aste per ogni singola categoria di titoli. Lo spread ottenuto è moltiplicato per l'ammontare di titoli in asta, ottenendo così una stima del minore onere per interessi.

LaVoce dice che le stime "vanno prese con la dovuta cautela, a causa delle ipotesi semplificatrici implicitamente alla base dell'esercizio".