Disoccupazione, in Italia più bassa di media europea-Berlusconi

martedì 22 settembre 2009 14:34
 

ROMA, 22 settembre (Reuters) - L'Italia con un tasso di disoccupazione al 7,4% è in condizioni "assolutamente migliori" rispetto alla media europea dove la percentuale viaggia oltre il 9%.

Lo hanno detto assieme al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro delle Finanze Giulio Tremonti e quello del Lavoro Maurizio Sacconi durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri nel quale è stata approvata la Finanziaria per l'anno 2010.

"Abbiamo una disoccupazione più bassa in Europa al 7,4%, la media degli altri paesi europei è del 9,4%-9,7%", ha detto il premier rimandando ulteriori precisazioni ai ministri.

"Merito di tutti i governi che ci sono stati, finora l'Italia sull'occupazione è andata molto bene, con numeri assolutamente migliori della media europea", ha detto Tremonti.

"Uno un po' fanatico ti dice, allora stai negando la crisi. No, sappiamo che con la crisi ci sono dati che vanno considerati con equilibrio. E allora in tutta Europa è oltre il 9% e da noi è al 7,4% vuol dire che stiamo meglio", ha aggiunto il ministro.

Tremonti ha sottolineato la differenza con paesi come la Spagna che viaggiano verso un tasso del 20%, ribadendo che "vedere che è un po' diverso dall'estero non è essere ottimisti è essere realisti. Noi non siamo negazionisti".

Sulla stessa linea è stato l'intervento del ministro del Lavoro Maurizio Sacconi.

"L'impatto della crisi sugli occupati è manifestamente inferiore a quello di gran parte dei Paesi industrializzati, come testimonia il tasso di disoccupazione al 7,4% (ancora lontano dalla media Ue 15 dell'8,8%, dell'Eurozona del 9,5% e lontano anche dal 18% della Spagna)", ha ribadito Sacconi.

"Il dato peraltro è ancora molto lontano da quello registrato nella precedente crisi del 1993-94, quando ammontava all'11%)", ha aggiunto, specidicando che la crisi ha confermato i cronici ritardi del mercato del lavoro italiano in particolare per il divario Nord-Sud, per le donne, per i percorsi educativi "troppo lunghi e poco utili alla loro occupabilità" per chi ha meno di 25 anni e per i lavoratori autonomi.