PUNTO1- UniCredit vede avvio ripresa sem2 2009 ma rischio timing

giovedì 22 gennaio 2009 17:24
 

(Aggiunge commenti su deflazione e stimoli governo italiano)

MILANO, 22 gennaio (Reuters) - Per UniCredit il rischio che nessuno è al momento preparato ad affrontare è uno slittamento dell'uscita dalla crisi economica che, nelle previsioni attuali, dovrebbe esaurire la fase peggiore nella prima metà del 2009, per lasciare spazio a una stabilizzazione che preluda a una lenta ripresa nel 2010. "Il rischio è che la crisi duri di più di quello che pensiamo", spiega Marco Annunziata, capo economista di UniCredit dialogando con la stampa dopo la presentazione dell'outlook macroeconomico del gruppo sul 2009.

Per quest'anno è ormai ipotecata una contrazione del Pil del 2% circa per il complesso dell'area euro e dell'1,5% circa negli Stati Uniti. Per quanto riguarda l'Italia, la stima di UniCredit è di un calo del Pil reale del 2,5%. L'anno prossimo, tuttavia, le principali economie dovrebbe tornare a una lenta crescita: tra 1 e 1,5% gli Usa, sotto l'1% il blocco dell'euro.

Il ritorno alla crescita dovrebbe impedire al rischio di deflazione di materializzarsi. Tale rischio è legato a una mancata ripresa del prezzo delle materie e al previsto aumento dell'output gap (divario tra produzione effettiva e potenziale).

"COLPEVOLE LENTEZZA" DELLA BCE

Paradossalmente, sottolinea Annunziata, l'economia Usa soffrirà di meno di quella europea, anche se l'epicentro della crisi è stato oltreoceano, a causa della minore capacità di risposta in termini di politica fiscale e monetaria dell'Europa.

A questo proposito, Annunziata sottolinea la "colpevole lentezza di reazione" della Banca centrale europea, frenata da divisioni interne al consiglio tra chi si concentra sui rischi per la crescita e chi tiene ancora l'attenzione puntata sui rischi d'inflazione a medio termine.

L'economista stigmatizza in particolare la decisione della Bce di alzare i tassi a luglio dello scorso anno quando l'economia europea era già in recessione, "un chiaro errore di politica monetaria".   Continua...