November 21, 2008 / 2:31 PM / 9 years ago

Intesa-Sp avvia repricing crediti,"immorali" tassi in perdita-Dg

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di Giuseppe Fonte

ROMA, 21 novembre (Reuters) - Complici le difficoltà nella raccolta di fondi legate alla crisi finanziaria internazionale, Intesa Sanpaolo (ISP.MI) ha avviato una politica di "forte repricing" degli impieghi "indispensabile per gli equilibri del nuovo piano d'impresa".

È quanto si legge in una comunicazione alle filiali del direttore generale, Pietro Modiano, che risale al 6 ottobre scorso.

Nel documento, di cui Reuters possiede una copia, Modiano dice che il gruppo dovrà affrontare "una fase nella quale l'offerta di credito sarà scarsa e la domanda rischiosa".

"Abbiamo di fronte un compito complesso, che richiede tutta la nostra intelligenza. Gestire una fase di inevitabile aumento dei nostri spread, che li riporti a livelli adeguati ai rischi e ai costi, evitare per quanto possibile un aggravio dei nostri rischi, aumentare le nostre quote di mercato. E il tutto, 'da banca dei territori', sostenendo le economie locali", dice Modiano.

La nuova politica di Intesa Sanpaolo parte dall'assunto che "negli ultimi anni il credito non è stato adeguatamente remunerato".

"I tassi nostri, e quelli dei nostri concorrenti, sono in molti casi su livelli inferiori a quelli necessari per remunerare il capitale, i rischi e i costi. Ultimamente, stentano a recuperare addirittura l'aumento del costo del funding che le stesse banche hanno subito per effetto della crisi", si legge nel documento.

Secondo Modiano, quindi, "ci sono dovunque clienti che pagano troppo poco in relazione ai rischi: in ogni fascia di rating e soprattutto in quelle medie".

"Caso per caso, dobbiamo rivederli tutti, incontrarli, rinsaldare le relazioni, offrire i nostri servizi, ma alla fine farci pagare il giusto", dice il direttore generale in relazione all'attività di repricing, che da fine ottobre viene monitorata "area per area".

"NON È MORALE" APPLICARE CONDIZIONI IN PERDITA

Modiano invita le filiali del gruppo ad articolare gli interventi sulla base di una serie di quattro indicazioni descritte puntualmente nel documento.

Per evitare che "i concorrenti scarichino su di noi utilizzi che non vogliamo", il manager sollecita - al Punto 1 della lettera - "politiche dissuasive - con accordati e tassi - per i rating bassi".

Al Punto 2 il documento invita a mettere in campo "manovre decise" per ridurre il "denaro caldo", termine con il quale si indica una particolare operazione di finanziamento che ha come caratteristiche importo elevato, durata breve, rimborso in unica soluzione e rate di soli interessi.

"Evitiamo di regalare soldi: il denaro caldo è - di norma - una fonte di perdita. Agiamo sui tassi con manovre decise per ridurlo ai minimi termini", dice il direttore generale.

Il Punto 3 delinea le politiche di tasso per le operazioni a medio lungo, partendo da una considerazione: l'aumento notevole del Tit, il Tasso interno di trasferimento, ovvero il coefficiente che le banche utilizzano per stabilire i margini di interesse e di contribuzione di ogni filiale.

"Non è accettabile, direi che non è morale, praticare condizioni che ci mettano in perdita per anni. Tanto più che i nostri concorrenti maggiori stanno - quanto a costo del funding - spesso peggio di noi", si legge nel documento.

"Quindi, basta con la richiesta di tassi inferiori a quelli indicati da mediocredito e dai coordinamenti commerciali. Su questo credo giusto essere rigidi", aggiunge Modiano.

Infine, al Punto 4, il documento dice come comportarsi con le imprese che hanno rating alto o medio alto: "In questi casi, non facciamo mancare il credito, continuiamo ad avere coraggio. A tassi giusti, ovviamente".

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