PUNTO 1-Contratti, riforma oggi sarebbe priva di senso - Epifani

mercoledì 21 gennaio 2009 19:51
 

(aggiunge replica Marcegaglia)

ROMA, 21 gennaio (Reuters) - La Cgil chiude la porta alla riforma del sistema contrattuale ritenendo che nella attuale fase di crisi economica non sia una priorità.

"E' totalmente privo di senso affrontare oggi la riforma del modello contrattuale. Vorrei che tutti compissero un atto di saggezza per mettere in fila le priorità", ha detto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani in una conferenza stampa.

Da settimane Cisl e Confindustria chiedono a gran voce al governo di convocare le parti per suggellare l'accordo sul protocollo di riforma sottoscritto da sindacati e associazioni delle imprese, Cgil esclusa.

Alla domanda su cosa succederebbe se la riforma fosse approvata senza il suo sindacato, Epifani ha risposto: "Se sulle regole si fa un accordo senza il consenso generale è un errore perché la riforma sarebbe inefficace".

A poche ore giunge la risposta del presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che, in una intervista al Sole 24 Ore (della quale stralci sono stati anticipati alle agenzie dall'ufficio stampa dell'associazione degli industriali) dice che il tema sarà rilanciato al tavolo di domani fra governo e parti sociali sulla crisi.

"Non possiamo più perdere tempo. Gli altri sindacati stanno mostrando realismo e senso di responsabilità". Trovare un'intesa oggi significherebbe aprire "una nuova stagione. Positiva. Per la prima volta, dopo il '93, vi sarebbe un accordo generale a difesa di salari e produttività. Mi auguro che Epifani non guardi ad altri obiettivi, come le elezioni europee", dice la Marcegaglia nell'intervista.

Domani "è in programma un incontro chiesto anche da noi per affrontare la crisi e nello stesso tempo per rilanciare la competitività e la crescita nel nostro Paese. Parleremo anche di assetti contrattuali perché è chiaro che avere un sistema di relazioni sindacali che sostenga il reddito dei lavoratori, che aumenti la produttività che dia regole certe e che affermi una cultura della condivisione superando la logica del conflitto è sicuramente una priorità per uscire dalla crisi. La novità importantissima è che tutte le associazioni d'impresa, compreso auspicabilmente il pubblico impiego, convergono su un documento quadro che fissa per tutti i lavoratori le stesse condizioni di base", aggiunge la Marcegaglia.