PUNTO 2 -Eni, gasdotti riguardano sicurezza nazionale-Berlusconi

venerdì 20 marzo 2009 18:03
 

(completa dichiarazioni di Berlusconi, aggiunge commento portavoce commissione in paragrafo 5)

BRUXELLES, 2O marzo (Reuters) - L'Italia ha già risposto alla Commissione Ue che la procedura di infrazione aperta la scorsa settimana contro Eni (ENI.MI: Quotazione) per i gasdotti Tag e Tenp riguarda una questione di sicurezza nazionale, quindi non di competenza della direzione sulla concorrenza dell'organismo comunitario.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio Ue di Bruxelles.

"Abbiamo risposto in modo tranquillo che ci sono esigenze superiori a quelle delle regole: in particolare quelle della sicurezza nazionale. Consideriamo l'approvvigionamento interno di energia come un fatto che attiene alla sicurezza, su cui non possiamo fare concessioni", ha detto Berlusconi, rispondendo alla domanda se oggi avesse sollevato in sede comunitaria il problema della procedura di infrazione nei confronti di Eni.

Alla successiva domanda se il governo avesse già risposto, ha aggiunto: "Sì, abbiamo già risposto".

Il portavoce della commissaria alla Concorrenza Neelie Kroes, Jonathan Todd, richiesto di un commento alle parole di Berlusconi, si è limitato a dire: "La Commissione considererà con grande attenzione la risposta da parte di Eni alle comunicazioni di addebiti, una volta che questa risposta sarà ricevuta".

Berlusconi, prima di rispondere alla domanda su Eni, aveva ricordato che al Consiglio Ue di ieri e oggi era stato affrontato anche il tema della sicurezza e della necessaria diversificazione degli approvvigionamenti energetici.

Ieri la Ue ha ufficializzato di aver avviato la procedura di infrazione inviando all'Eni la comunicazione degli addebiti per l'ipotesi di abuso di posizione dominante.

Nei contatti avuti nella fase istruttoria della vicenda, la Commissione ha sollecitato Eni a cedere la proprietà delle società dei gasdotti Tag e Tenp, come detto dallo stesso amministratore delegato dell'Eni Paolo Scaroni in una lettera inviata a fine gennaio a Silvio Berlusconi e pubblicata da Reuters nelle scorse settimane.