20 luglio 2009 / 11:57 / 8 anni fa

PUNTO 1 - Tassa su oro, resta aliquota 6% ma con tetto 300 mln

(Aggiunge dettagli e lettera Tremonti)

ROMA, 20 luglio (Reuters) - La tassa sulle plusvalenze dell‘oro resta al 6% ma il prelievo complessivo non potrà superare 300 milioni di euro.

È quanto prevede un emendamento dei relatori che riformula l‘articolo 14 del decreto fiscale, bocciato dalla Bce perché limita l‘indipendenza della Banca d‘Italia.

L‘emendamento prevede che la tassa si applichi sulle riserve della Banca d‘Italia “previo parere della Banca centrale europea e comunque nella misura idonea a garantire l‘indipendenza istituzionale e finanziaria della Banca centrale”.

Il ministro dell‘Economia, Giulio Tremonti, ha annunciato la presentazione dell‘emendamento con una lettera alla presidenza della Camera spiegando che la nuova formula “recepisce la sostanza delle indicazioni” della Bce.

Il ministro assicura nella lettera che sul nuovo testo “il governo ha già attivato la procedura di acquisizione dei pareri prevista dal trattato della Banca centrale europea e si riserva di acquisire il parere in tempo utile prima della conclusione dell‘iter parlamentare del provvedimento presso il Senato”.

“Le disposizioni [...] si applicano alle disponibilità auree della Banca d‘Italia solo nella misura reputata funzionale dalla stessa Banca d‘Italia a garantire l‘indipendenza istituzionale e finanziaria della banca stessa nell‘ambito del sistema europeo di banche centrali”, ha aggiunto Tremonti nella lettera.

La tassa sull‘oro entrerà in vigore sessanta giorni dopo la data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto “proprio per consentire alla Banca centrale di operare la ricognizione”, si legge ancora nella lettera.

Tremonti commenta nella lettera anche la critica della Bce che la tassa si applica sulle plusvalenze maturate e non realizzate, “mentre di norma le imposte sulle plusvalenze o sui redditi da capitale sono invece applicate sugli importi dei profitti realizzati”. “Al riguardo deve tuttavia ricordarsi come nell‘ordinamento tributario italiano si riscontrino vaste e sistemiche ipotesi di tassazione che incidono sul cosiddetto maturato e non su quanto effettivamente realizzato”, commenta Tremonti.

“Va comunque osservato che, anche se nel caso in esame si parla di plusvalenze, la valorizzazione delle disponibilità di metalli preziosi assume a presupposto di imposizione un evento di carattere sostanzialmente realizzativo e quindi strutturalmente idoneo al concorso della formazione del reddito”, conclude il ministro.

L‘imposta vale solo per l‘anno in corso alla data di entrata in vigore del decreto e, nel caso di vendita reale dell‘oro nei tre anni successivi, il prelievo si applicherà solo sulla parte che non è stata ancora tassata.

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