20 novembre 2008 / 18:20 / 9 anni fa

PUNTO 2 - Crisi, entro 15 dicembre misure governo - Berlusconi

(Aggiunge contenuti incontro e partecipanti)

ROMA, 20 novembre (Reuters) - Il governo esaminerà tutte le misure a sostegno dell'economia dopo il Consiglio europeo dell'11 e 12 dicembre prossimi ed entro il 15 dicembre.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi nel corso della riunione a palazzo Chigi con i rappresentanti degli enti locali, secondo quanto riferito da fonti presenti all'incontro.

Le fonti non hanno saputo chiarire però se tutto il pacchetto di misure del governo slitta a quella data o se sarà composto da interventi successivi. Quello che appare sicuro al momento è che il Cipe di domani che avrebbe dovuto sbloccare interventi Fas per 12,7 miliardi e circa 4 di project financing, secondo quanto riferito dal vicepresidente della Regione Calabria, slitta a mercoledì 26 novembre, data in cui dovrebbe tenersi anche il Consiglio dei ministri con un primo pacchetto di interventi.

Secondo un'altra fonte il ministro dello Economia Giulio Tremonti ha detto che per uscire dalla crisi bisogna puntare sugli investimenti pubblici. Nel corso della riunione è stato anche detto che, per quanto riguarda gli aiuti alle famiglie, "si guarda a mutui e tariffe".

"Dobbiamo ridare fiducia ai consumatori. Il sistema bancario per ora tiene bene. Le misure anticrisi complete saranno varate entro il 15 dicembre, d'accordo con gli altri Paesi dell'Unione europea", ha detto Berlusconi secondo la fonte.

Il ministro Tremonti ha quindi aggiunto che "occorre un'azione globale congiunta dei governi per far fronte alla crisi globale. La soluzione è una spinta agli investimenti pubblici".

Il ministro del Tesoro ha confermato che fra le ipotesi allo studio del governo per il prossimo pacchetto di misure a sostegno dell'economia ci sono la detraibilità dell'Irap dall'Ires e l'introduzione dell'Iva di cassa, anche se per quest'ultima ipotesi bisogna attendere un'autorizzazione europea.

MERCATO DEI BOND DI STATO INGOLFATO, PROBLEMA SPREAD

Tremonti ha anche detto che il problema ora per gli interventi pubblici non sono i tetti imposti da Maastricht ma il fatto che tutti gli Stati stanno finanziando gli interventi in favore delle banche con emissione di debito pubblico e ci si trova con un mercato dei bond statali ingolfato: "Il problema per l'Italia è che ci si trova a questo vincolo di mercato, il problema non è Maastricht", avrebbe detto il ministro.

Pur non citandolo, il ministro ha fatto dunque riferimento ad un problema spread per il Tesoro nell'attuale fase di aste di titoli di Stato.

Nel corso della riunione, in un clima che fonti governative definiscono "di grande collaborazione", si è anche deciso di avviare una sorta di tavolo permanente governo-enti locali per verificare la fattibilità e le priorità degli interventi.

La proposta è venuta dal presidente della conferenza delle Regioni Vasco Errani che ha parlato di "cabina di regia". A questo punto, ricordando forse le polemiche nel passato governo Berlusconi che portarono alle dimissioni di Tremonti incalzato dall'allora vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, lo stesso Tremonti ha oggi chiesto a Errani sorridendo: "Mi va bene, ma non si potrebbe cambiare nome". Ed Errani di rimando: "Chimiamolo pure Andrea, purché si faccia".

Sia Berluysconi sia Tremonti hanno sollevato il problema di "velocizzare le misure" per aprire i cantieri delle infrastrutture finanziate pubblicamente, dicendo che si stanno predisponendo provvedimenti a riguardo.

Per il governo erano presenti: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, i sottosegretari alla presidenza Gianni Letta e Gianfranco Micciché, il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto ed i sottosegretari alle Infrastrutture Roberto Castelli ed all'interno Alfredo Mantovano.

Molto folta anche la delegazione delle Regioni con il presidente della conferenza Vasco Errani ed il governatore della Lombardia Roberto Formigoni e quella degli enti locali con l'Anci guidata da Leonardo Domenici, l'Upi con Fabio Melilli e le Comunità montane con Enrico Borghi.

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