PUNTO 1- Governo valuta incentivi per auto ed elettrodomestici

lunedì 20 ottobre 2008 18:30
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Scajola)

COMO, 20 ottobre (Reuters) - Il governo sta valutando l'adozione di incentivi per favorire la ripresa dei settori dell'auto e degli elettrodomestici.

Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajoal, a margine di un convegno sulle utility.

"Su questo tema c'è una valutazione da parte del governo e il presidente del Consiglio la sta seguendo in prima persona insieme ai ministri interessati per far ripartire il mercato dell'auto, fermo in tutta Europa, e quello degli elettrodomestici", ha risposto il ministro a chi gli chiedeva se il governo stesse pensando a incentivi per la rottamazione di veicoli ed elettrodomestici.

Queste proposte, ha aggiunto il ministro, dovranno mettere insieme due esigenze: "Ridurre le emissioni nell'atmosfera, ridurre l'assorbimento di energia e quindi aiutare lo sviluppo industriale di questi settori in difficoltà". Parlando della crisi finanziaria in atto, il ministro ha sottolineato che "il governo deve agire affinché la crisi finanziaria non si riversi su quella dell'economia reale. E quindi stiamo accelerando sul percorso di incentivazione sull'innovazione, sulla ricerca e sull'alta tecnologia per fare ripartire una situazione industriale che si avvicina alla crescita zero".

Riguardo, infine, ai contrasti fra il governo italiano e la Ue sull'applicazione del pacchetto clima, Scajola ha detto che il tema "è stato molto enfatizzato. Dobbiamo coniugare due esigenze: la salvaguardia dell'ambiente e l'economia dell'Europa affinché non vada a riversarsi con un impatto e con costi esagerati sulle imprese e quindi sui costi finali e sui cittadini".

"Per questo riteniamo che ci debba essere più flessibilità, ogni Paese parte da condizioni di diverse, che possa permettere di arrivare al 2020 in una condizione in cui ci siano meno emissioni in un'economia europea solida e florida", ha aggiunto.

Secondo Scajola, "il governo troverà soluzioni concordate fra tutti e i 27 Paesi entro dicembre".