20 gennaio 2009 / 10:44 / tra 9 anni

Ue deve consolidare bilanci appena possibile - presidenza

BRUXELLES, 20 gennaio (Reuters) - I paesi dell‘Unione europea devono ritornare a perseguire il consolidamento di bilancio più rapidamente possibile. Lo ha dichiarato stamane il ministro delle Finanze ceco, Miroslav Kalousek, che presiede oggi per la prima volta l‘Ecofin.

Nessuna dichiarazione, invece, dal ministro dell‘Economia italiano, Giulio Tremonti, a Bruxelles da ieri per l‘Eurogruppo.

Ieri le nuove previsioni della Commissione hanno mostrato che quest‘anno quasi la metà dei paesi dell‘Unione - tra cui l‘Italia - supereranno il tetto del 3% del Pil fissato dal Patto di stabilità.

Arrivando per l‘incontro di oggi, Kalousek ha aggiunto che la spesa pubblica per sostenere i settori in difficoltà deve essere trasparente e non deve danneggiare la concorrenza.

“Vogliamo sottolineare che nella spesa di breve periodo siamo vincolati dai principi della concorrenza leale; gli aiuti di Stato devono essere trasparenti e dobbiamo esprimere un mpegno a tornare al consolidamento dei disavanzi al più presto”, ha detto il ceco.

“L‘Ecofin deve mandare il messaggio che i deficit pubblici devono essere consolidati prima possibile”, ha aggiunto.

L‘esecutivo Ue ha previsto che dodici paesi dell‘Ue violeranno il tetto del 3% per il deficit/Pil quest‘anno, tra cui l‘Italia che dovrebbe chiudere l‘anno con un disavanzo di 3,8% del prodotto. Altri tre paesi saranno al limite con deficit al 3% a fine 2009.

In un documento preparato per il meeting e ottenuto da Reuters la presidenza ceca indica che le misure fiscali per sostenere l‘economia, che la Commissione stima attorno al 4% del Pil Ue per quest‘anno e il prossimo, potrebbero porre una sfida significativa per la sostenibilità delle finanze pubbliche.

“Dopo il coordinamento dei piani di stimolo dovrebbe seguire anche un coordinamento del consolidamento” si legge nel documento della presidenza per la riunione di oggi.

Il paper si chiede se, per rendere credibile il consolidamento, le attuali misure fiscali espansive debbano essere compensate con percorsi di aggiustamento verso gli obiettivi di bilancio di medio-termine e in che misura le tappe di ripresa del consolidamento debbano essere annunciate in questa fase.

Un tentativo della Commissione Ue di indicare una scadenza temporale per un riequilibrio dei deficit dopo il 2010 era fallito nel corso del Consiglio Ue di dicembre.

Ieri il commissario Ue Joaquin Almunia, commentando le nuove previsioni della Ue, si è limitato a dire che la Commissione discuterà i piani di stabilità aggiornati dei membri il prossimo 18 febbraio e a marzo l‘Ecofin valuterà come comportarsi con i paesi in deficit eccessivo.

L‘Italia non ha ancora presentato il suo piano di stabilità aggiornato, preferendo attendere le nuove previsioni Ue che indicano una contrazione del Pil nel 2009 di 2%, come indicato dalla Banca d‘Italia.

Un‘eventuale dichiarazione dell‘Ue sul percorso di rientro dei deficit ricorderebbe la cosiddetta ‘dichiarazione di Berlino’ che risale all‘aprile 2007, quando i paesi europei si erano impegnati a sfruttare la fase economica positiva per portare i bilanci in pareggio entro il 2010.

In quell‘occasione Roma, rappresentata dal ministro Tommaso Padoa-Schioppa, aveva indicato che il pareggio non sarebbe potuto arrivare prima del 2011.

Sul tavolo dell‘Ecofin oggi anche il nuovo piano di aiuto al sistema bancario britannico.

A chi gli chiedeva se i ministri delle Finanze europei fossero preoccupati riguardo ai recenti sviluppi nei settori bancario britannico e Usa, il ministro delle Finanze tedesco Peer Steinbrueck ha risposto: “Siamo preoccupati in generale riguardo al settore finanziario perchè la fiducia necessaria non è stata ristabilita”.

“Questo significa che le discussioni preliminari che stanno avendo luogo in vista del summit finanziario a inizio di aprile a Londra [summit G20] sono cruciali. Queste sono già iniziate con i gruppi di lavoro, poi ci saranno discussioni a livello di segretari di Stato e poi dei ministri delle Finanze”, ha detto il tedesco riferendosi ai quattro working group creati da Londra per lavorare, tra gli altri temi, sulla riforma della regolamentazione e della supervisione finanziaria.

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