Monetario, liquidità alta,prestiti o/n tornano su livelli usuali

giovedì 20 agosto 2009 12:45
 

MILANO, 20 agosto (Reuters) - La situazione sul mercato interbancario, dopo l'anomalo picco dei prestiti o/n di martedì, è tornata alla normalità, in un quadro di liquidità abbondante.

La richiesta di prestiti marginali alla Banca centrale europea ieri sera è rientrata su livelli fisiologici a 57 milioni, dopo gli 1,117 miliardi toccati nella seduta precedente, mentre i depositi sono saliti ulteriormente. Gli istituti della zona euro hanno infatti lasciato in custodia a Francoforte nella notte ben 144,911 miliardi, in rialzo dai 134,872 miliardi della seduta precedente.

"I prestiti sono rientrati, confermando che si è trattato di un fattore momentaneo e non di un vero e proprio trend di inversione", commenta un tesoriere.

A poco più di una settimana dall'inizio della nuova rob, i numeri neri sono molto alti, sui 300 miliardi, indicando come probabilmente il nuovo periodo non intenda sottrarsi alla tendenza ormai consolidata negli ultimi tempi: liquidità abbondante ed eccesso di numeri neri.

Non ha aiutato la richiesta di oltre 76 miliardi nel p/t settimanale di martedì scorso a fronte di una stima benchmark negativa per 147 miliardi fatta da Francoforte.

"Queste decine di miliardi che continuano a essere rinnovate nei p/t settimanali rappresentano lo zoccolo duro destinato probabilmente a mantenersi ancora a lungo", commenta un tesoriere.

"Pensiamo che facciano ricorso a questi finanziamenti banche che hanno collaterale da impiegare oppure istituti che non possono fare altrimenti, in quanto non riescono ad ottenere fondi dal mercato", aggiunge. "La qualità delle banche deve essere scarsa, nessuno andrebbe a prendere fondi ai tassi offerti dalla Bce se non fosse costretto".

Qualche attenzione inizia già a proiettarsi sul prossimo p/t a un anno della banca centrale, previsto a fine settembre. Nel pronti contro termine a un anno di fine giugno, il primo mai messo in campo dalla Bce, le banche hanno ricevuto oltre 442 miliardi, che hanno ancora un grande impatto sul monetario.

La banca centrale, come ha già ipotizzato, potrebbe mettere vincoli, per esempio ponendo uno spread sopra il tasso di riferimento.   Continua...