25 novembre 2008 / 11:07 / 9 anni fa

FACTBOX - Italia,interventi urgenti per risparmio,imprese,banche

25 novembre (Reuters) - L‘aula della Camera ha approvato in prima lettura il disegno di legge unico di conversione dei due decreti varati l‘8 e il 13 ottobre dal governo che mette a punto un pacchetto di misure per salvaguardare il sistema creditizio italiano, garantire liquidità alle banche e l‘erogazione del credito a imprese e consumatori, nell‘attuale situazione di crisi dei mercati finanziari internazionali.

L‘intero pacchetto, in base alle modifiche introdotte a Montecitorio, sarà operativo solo per il 2009.

Ecco, in sintesi, gli interventi previsti:

RISPARMIO

Il provvedimento offre una garanzia di secondo livello dello Stato sui depositi degli italiani fino a 103.291,38 euro per i prossimi 36 mesi. Fino a ieri i depositi erano garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi con un rimborso fino a 103.291,38 euro, dei quali 20.000 già con garanzia anche dello Stato in base alla direttiva 94/19 della Ue. Il Fondo interbancario dispone di un capitale pari a 402-410 miliardi a garanzia di 1.300 miliardi circa di depositi totali. Il decreto adegua la normativa italiana alle decisioni dell‘Ecofin del 7 ottobre, che ha elevato la soglia di garanzia statale ad almeno 50.000 euro e in alcuni casi fino a 100.000.

Gli eventuali oneri derivanti dalla garanzia saranno coperti da un apposito decreto del Tesoro che accederà al fondo di riserva per le spese obbligatorie e d‘ordine.

BANCHE

Arriva una rete di sicurezza da Banca d‘Italia e governo per le banche che dovessero andare in crisi di patrimonializzazione o liquidità, fino a prevedere un ingresso temporaneo del Tesoro nel capitale.

La versione originaria della norma prevedeva che il Tesoro sarebbe stato favorito nella distribuzione di dividendi con l‘ingresso nel capitale delle banche con azioni di risparmio.

In base a un emendamento introdotto in aula per meglio chiarire la misura, il Tesoro non potrà esercitare diritti di voto. Sarà un successivo regolamento a definire gli strumenti di intervento del governo e i loro diritti.

La banca in crisi dovrà presentare un programma di stabilizzazione e rafforzamento di “durata minima di 36 mesi” e tutte le variazioni a tale programma, fino alla data di cessione delle azioni, “sono soggette alla preventiva approvazione del ministero dell‘Economia, sentita la Banca d‘Italia”.

Secondo quanto spiegato a suo tempo dal ministro dell‘Economia Giulio Tremonti, il meccanismo prevede che “la banca in crisi va dalla Banca d‘Italia; se la Banca d‘Italia dice che bisogna ricapitalizzare, la banca vede se può farlo; se non può farlo chiede l‘intervento dello Stato. Il governo caso per caso decide: ogni volta decide un importo che finanzia con un apposito decreto che prevede la sua copertura”. Non c’è quindi nessun fondo predeterminato, anche se il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha parlato negli ultimi giorni di 10 miliardi a disposizione se necessario.

Il provvedimento prevede esplicitamente che per il Tesoro non si applichino le norme dell‘Opa obbligatoria in caso di superamento del 30% del capitale e che l‘intervento possa essere finanziato o con riduzioni di spesa o con emissione di titoli di debito pubblico.

MANAGER

Tremonti ha detto in Parlamento che l‘eventuale intervento dello Stato con i soldi dei contribuenti “è per fare andare avanti la banca e non per conservare il posto a chi ha sbagliato”.

Sul punto il ddl di conversione non interviene espressamente salvo, come già ricordato, indicare una “preventiva approvazione” del ministero ad ogni variazione del “programma di stabilizzazione” delle banche interessate.

LE MISURE PER LA LIQUIDITÀ

Il governo ha previsto garanzie statali fino al dicembre 2009 sul debito di nuova emissione delle banche sino a cinque anni. Tremonti ha spiegato che “la garanzia è concessa a condizioni di mercato e richiede la valutazione della Banca d‘Italia”. È prevista anche la possibilità per il Tesoro di scambiare titoli di Stato con strumenti di debito delle banche italiane in via temporanea. Il Tesoro “può anche rilasciare - sempre a condizioni di mercato - la garanzia dello Stato su operazioni di prestito titoli stipulate da banche italiane con soggetti privati anche non bancari”.

Grazie a una nuova procedura introdotta dalla Banca d‘Italia ed annunciata in contemporanea al secondo decreto, per sostenere la circolazione di liquidità è prevista la possibilità per le banche di scambiare i propri titoli con titoli di più elevata qualità nel portafoglio della banca centrale italiana da offire come garanzia (collaterale) nelle operazioni di finanziamento con la Bce. Per queste operazioni Bankitalia ha messo a disposizione 40 miliardi di euro.

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