20 novembre 2009 / 14:09 / tra 8 anni

Argentina, nuovo swap da gennaio, prospetto in Lussemburgo-fonte

ROMA, 20 novembre (Reuters) - La nuova offerta dell‘Argentina per lo swap su circa 20 miliardi di dollari di debito ancora in circolazione potrebbe avvenire nel mese di gennaio e il prospetto dovrebbe essere depositato, in Europa, dapprima in Lussemburgo per poi arrivare anche in Consob nelle prossime settimana.

Lo hanno detto a Reuters fonti vicine al dossier.

“Il deposito del prospetto di offerta avverrà, per l‘Europa, in Lussemburgo e solo dopo in Italia presso la Consob per verifica”, ha detto la fonte spiegando che questo lo prevede la direttiva prospetti, secondo la quale se un emittente non Ue deve fare una offerta in Europa, il suo home regulator può essere Lussemburgo. In Lussemburgo sono stati quotate alcune delle obbligazioni argentine poi andate in default e oggetto dell‘offerta.

In Europa è stato introdotto il principio del passaporto europeo anche per queste operazioni, in base al quale l‘offerta possa arrivare in Italia avvalendosi dei prospetti pubblicati in un altro Paese europeo.

I tempi non sono però rapidissimi.

“Non è questione di giorni, ma neppure di mesi. L‘Argentina sta lavorando, e il lavoro è in fase avanzata, alla nuova offerta che arriverà prima di tutto alla Sec e in Lussemburgo”, ha aggiunto.

Considerati i tempi per la preparazione dei decreti e dei documenti di offerta alla Sec e per le altre piazze, “credo che si arrivi a inizio anno e il periodo di offerta sarà ragionevolmente in gennaio”, spiega la fonte.

Secondo quanto finora circolato sulla stampa l‘Argentina, dopo lo swap del 2005 sul debito in default, offrirà un nuovo swap su circa 20 miliardi di debito ancora in circolazione e l‘offerta sarà composta da una serie di titoli e differenziata tra obbligazionisti retail e bondholder istituzionali.

“Probabilmente la nuova offerta includerà, come in precedenza, un discount bond, un bond legato al Pil argentino e, in più, un altro titolo che serve a compensare in parte gli interessi maturati tra la prima e la seconda offerta”, ha detto la fonte.

Secondo un‘altra fonte che sta seguendo la nuova offerta argentina, “guardando alle anticipazioni dei giornali argentini non è così sicuro che ci sarà anche il bond legato al Pil che potrebbe essere inglobato in quello che compensa gli interessi maturati”.

Sui giornali, soprattutto argentini, sono iniziate a circolare anche le possibili durate delle nuove offerte.

“Il discount bond dovrebbe avere scadenza 2035, il Pdi bond (Past due interest bond) potrebbe essere a 3 anni per i retail e a 7 anni”, ha detto la seconda fonte.

L‘offerta potrebbe prevedere una corsia preferenziale per i piccoli obbligazionisti e avrebbe anche una parte riservata solo agli istituzionali.

“Ci sarà un vantaggio per i piccoli investitori che potranno aderire quando vogliono entro il limite dell‘offerta mentre per i più grandi il meccanismo li dovrebbe indurre ad affrettarsi. chi arriva prima ha migliori condizioni”, ha detto la prima fonte.

Secondo le anticipazioni di stampa per gli istituzionali che daranno adesione all‘offerta c’è anche la sottoscrizione, sborsando cash, per circa un altro miliardo di titoli a 7 anni a un tasso particolarmente appetibile, si parla del 12,50%.

IN ITALIA CIRCA 6 MLD DI TITOLI, DILEMMA ICSID

Per l‘Italia il tema principale è quello della particolare situazione dei 180-185 mila obbligazionisti italiani che hanno aderito alla Tfa (task force argentina, sponsorizzata da Abi e banche italiane) che ha avviato il ricorso arbitrale all‘Icsid.

“Sono 180 mila persone, come una città, che sono bloccati dall‘arbitrato Icsid per un controvalore attorno a 6 miliardi di dollari, per l‘Italia come una manovra di bilancio”, ha osservato la prima fonte.

Dopo 4 anni per loro non è ancora successo nulla e nel mandato che hanno firmato è scritto che i titoli sono vincolati alla Tfa, che hanno rinunciato a intentare cause alle banche collocatrici e hanno bisogno di 15 giorni per riavere la disponibilità dei titoli per aderire eventualmente allo swap.

Secondo una fonte Tfa però non corrono il rischio di non poter aderire alla nuova offerta. “Non vogliamo certamente farli restare fuori se decidessero di aderire allo swap”, ha detto la fonte Tfa.

“Daremo per tempo sia indicazioni sulle procedure sia una nostra valutazione sul merito dell‘offerta, quando sarà nota”, ha aggiunto.

Il debito degli obbligazionisti che hanno aderito alla Tfa, in termini di nominale esclusi gli interessi, ammonta a 4,5 miliardi e, secondo le stime della Task Force Argentina, ci sarebbe ancora 1,5 miliardi di titolari italiani di obbligazioni argentine che fuori dall‘arbitrato Icsid, aspettano di conoscere le nuove condizioni dell‘Argentina.

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