Giappone, Mizuno (BOJ) giudica la ripresa fragile,occhi a export

giovedì 20 agosto 2009 09:23
 

OKOYAMA, 20 agosto (Reuters) - Atsushi Mizuno, membro del comitato di politica monetaria della banca del Giappone ha dichiarato oggi che le esportazioni giapponesi potrebebro nuovamente rallentare entro l'autunno per via della fragilità della crescita mondiale. Il banchiere centrale ha lasciato intendere che le misure non convenzionali di politica monetraia potrebbero essere prolungate oltre dicembre. Mizuno ha anche dichiarato che la debolezza dei partner stranieri del Giappone potrebbe impedire alle imprese di accrescere i propri investimenti, e quindi potrebbero essere rimesse in discussione le previsione di una moderata ripresa entro la fine dell'anno. Le sue dichiarazioni costituiscono la diagnosi più pessimista sulle prospettive economiche dell'arcipelago.

"La situazione finanziara e economica resta fragile e non può portare ad una ripresa sostenuta senza l'appoggio dei governi e delle banche centrali", ha affermato Mizuno in un discorso tenuto a Okoyama, città ad ovest del paese, davanti ad una platea di dirigenti d'azienda.

Per Mari Iwashita, capoeconomista di Daiwa Securities SMBC, il banchiere centrale "ha quasi detto che le prospettive economiche sono già al di sotto delle attese, e non solo che rischiano di esserlo. E' probabilmente il più pessimista dei membri dle consiglio".

"A giudigare dalla sua analisi economica, sembra che siamo ancora lontani dall'abbandono delle misure non convenzionali", ha aggiunto l'economista.

Le esportazioni e l'attività economica giapponese sono cresciute nel corso del trimestre aprile-giugno, fornendo segnali che il paese è in uscita dalla recessione.

Molti osservatori giudicano però fragile questa ripresa, perchè imputabile per buona parte alle misure di rilancio governativo messe in atto un po' ovunque nel mondo.

La Banca del Giappone mantiene i tassi vicini allo zero e il suo comitato di politica monetaria ha votato il mese scorso all'unanimità di prolungare fino a dicembre misure per favorire il credito, tra cui l'acquisto di titoli di stato e obbligazioni di soscietà private.

Numerosi analisti hanno previsto che queste misure potranno essere mantenute fino all'inizio del 2010 per via della debolezza dell'economia.